Thursday, 23 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

Ala via la quarta edizione del Premio di architettura sacra

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 28 - 2011 ADD COMMENTS

Le polemiche sull’architettura sacra, come fiumi carsici, non cessano di farsi sentire. L’ultima ha riguardato due autentici “pezzi da novanta”,  rispettivamente della Chiesa e dell’architettura, quali il cardinal Ravasi e Paolo Portoghesi, i quali hanno usato parole molto severe per denunciare le modalità di progettazione dei nuovi edifici sacri.

Viene quindi a proposito la benemerita iniziativa della Fondazione Frate Sole, che promuove la quarta edizione del premio finalizzato a riconoscere le migliori tesi che hanno come tema la progettazione di una chiesa di culto cristiano.

Il concorso si rivolge ai laureati che hanno sostenuto l’esame di laurea specialistica ed è esteso agli architetti/ingegneri che abbiano sostenuto la tesi finale di dottorato o di master di II livello in architettura sacra.

La finalità del concorso è quella di promuovere sin dal periodo formativo universitario l’interesse e la ricerca nel campo dell’architettura di culto, affinché vengano attuate le qualità artistiche e mistiche tese a fare dello spazio sacro un luogo di esaltazione spirituale, rispondente all’acquisita concezione comunitaria dell’azione liturgica.

Possono partecipare i laureati che hanno sostenuto l’esame di laurea specialistica, singolarmente o in gruppo, dopo il 1.4.2008 e non oltre il 15.4.2011 presso le Facoltà di Architettura europee e presso le Facoltà di Ingegneria Edile italiane.

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Frate Sole, su proposta della Commissione Giudicatrice, mette a disposizione 8.000,00 €, che potranno essere assegnati ad un solo progetto o divisi, con un premio minimo di 1.500,00 €, se verranno indicati più vincitori.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Fondazione.

(via SpiritualSeeds.info)

di Michelangelo Nasca

Con la schiettezza e la fermezza di sempre, Papa Benedetto XVI rivolge, in questi giorni, un importante discorso ai rappresentanti della Pontificia Accademia per la Vita. L’argomento trattato riguarda il disagio psichico (definito sindrome post-abortiva) sperimentato spesso dalle donne che hanno fatto ricorso all’aborto volontario; un’esperienza questa – chiarisce il Pontefice – che ‘rivela la voce insopprimibile della coscienza morale, e la ferita gravissima che essa subisce ogniqualvolta l’azione umana tradisce l’innata vocazione al bene dell’essere umano, che essa testimonia’. Analoga riflessione va fatta per i padri dei bambini che spesso abbandonano le donne incinte.
Ed è a tal proposito che Papa Ratzinger ribadisce il valore della coscienza morale dell’uomo: ‘A quanti vorrebbero negare l’esistenza della coscienza morale nell’uomo, riducendo la sua voce al risultato di condizionamenti esterni o ad un fenomeno puramente emotivo, è importante ribadire che la qualità morale dell’agire umano non è un valore estrinseco oppure opzionale e non è neppure una prerogativa dei cristiani o dei credenti, ma accomuna ogni essere umano’.

Il Pontefice rivolge poi un appello ai medici e agli operatori sanitari impegnati in prima linea per garantire il benessere della persona: ‘I medici, in particolare, non possono venire meno al grave compito di difendere dall’inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell’aborto la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino. Specialmente in quest’ultima situazione, la donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l’aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto “terapeutico” per evitare sofferenze al bambino e alla sua famiglia, e un “ingiusto” peso alla società’. Al medico, agli operatori sanitari e a tutta la società viene richiesta quella stabilità interiore e verità che permetta di affermare ‘che l’aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino, rovinando, spesso, la vita famigliare’. Il Papa ricorda anche l’importanza di ‘non far mancare gli aiuti necessari alle donne che, avendo purtroppo già fatto ricorso all’aborto, ne stanno ora sperimentando tutto il dramma morale ed esistenziale’.

Al termine dell’incontro il Pontefice fa suo l’invito di Giovanni Paolo II rivolto alle donne che hanno fatto ricorso all’aborto: ‘La Chiesa sa quanti condizionamenti possono aver influito sulla vostra decisione, e non dubita che in molti casi s’è trattato d’una decisione sofferta, forse drammatica. Probabilmente la ferita nel vostro animo non s’è ancor rimarginata. In realtà, quanto è avvenuto è stato e rimane profondamente ingiusto. Non lasciatevi prendere, però, dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità. Se ancora non l’avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione. Allo stesso Padre e alla sua misericordia potete affidare con speranza il vostro bambino. Aiutate dal consiglio e dalla vicinanza di persone amiche e competenti, potrete essere con la vostra sofferta testimonianza tra i più eloquenti difensori del diritto di tutti alla vita’ (Enc. Evangelium vitae, 99).

Marco Politi, nel suo articolo “Il papa tuona contro l’aborto ma tace sulle rovine dell’Italia” (ne Il Fatto Quotidiano), sposta il baricentro della notizia (quella che vede Papa Ratzinger rifiutare le posizioni abortiste, richiamando medici, operatori sanitari e la società intera al valore della propria coscienza)  verso altre “deboli” considerazioni, per altro già note… o meglio: “trite e ritrite”!
E così, nel goffo tentativo di voler cambiare canale, – denunciando ‘Il silenzio del Papa dinanzi alle rovine d’Italia’ a proposito delle vicende relative alle trasgressioni morali del capo del Governo italiano e canticchiando in sottofondo il famoso motivetto “Wojtyla superiore a Ratzinger” – si cerca di dirottare l’argomento principale (meritevole della riflessione di tutti) mettendo sul fuoco fragilissimi atti di accusa contro il Papa. Ma un lettore attento e non fazioso è capace di riconoscere una debole considerazione da prima pagina con la Verità.

Dialogo interreligioso a tavola: l’idea di due coniugi americani

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 25 - 2011 ADD COMMENTS

La cosa può apparire paradossale, eppure negli Stati Uniti può succedere anche questo: che gli hot dog possano diventare un valido strumento per il dialogo interreligioso. L’idea di conoscere più da vicino le varie religioni attraverso il cibo è venuto a Phil Hotsenpiller, pastore della Friends Church e a sua moglie Tammy.

I due coniugi hanno quindi invitato a pranzo i loro vicini di casa ebrei, musulmani e buddhisti, chiedendo loro di portare dei piatti tipici. Il sedere a tavola insieme condividendo il pasto, ha permesso di intavolare delle discussioni che hanno offerto l’opportunità di approfondire reciprocamente le proprie fedi. Come osserva Hotsenpiller, esistono cibi legati alle varie  religioni, ma non esistono cibi atei, per cui  è molto più facile trovarsi a discutere delle proprie credenze con una forchetta in mano. Egli non è certo un relativista e non nasconde la propria fede cristiana, ma pensa che il dialogo e la conoscenza reciproca siano oggi più necessari che mai e la cucina può dare a tutto questo un importante contributo.

Il progetto dei due coniugi americani  ha quindi preso corpo  diventando un libro, un blog ed un progetto per un ” target=”_blank”>reality show. E chissà che a qualcuno non venga in mente di importare l’idea anche nel nostro Paese, che quanto a programmi di cucina non è secondo a nessuno.

(via SpiritualSeeds.info)

Misna e Redattore Sociale: due importanti testate si rinnovano

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 23 - 2011 ADD COMMENTS

Restyling ed anniversario per due testate online che in questi anni si sono ritagliate un importante spazio nei rispettivi settori. Il restyling riguarda il sito dell’agenzia Misna, di proprietà delle più importanti congregazioni missionarie, e che da quindici anni offre uno sguardo alternativo (rispetto a quello fornito dai media mainstream) sulle problematiche del Sud del mondo. Tra le novità, come informa una nota della stessa agenzia, “la sezione “Opinioni & Analisi” permetterà di fare il punto su nodi cruciali grazie al contributo di esperti al lavoro in paesi e continenti diversi. Con il “Diplomatico” saranno proposte inchieste sui grandi temi delle materie prime, della sicurezza, del traffico di armi e delle relazioni internazionali”. Inoltre “tra le nuove sezioni ce n’è una intitolata “I Blog dei Missionari”. In questo modo i lettori potranno dialogare con i testimoni della missione, utilizzando le loro esperienze per avvicinare luoghi e popoli lontani e affascinanti. “Forum Missione” sarà invece un dibattito aperto sulle problematiche e le prospettive della missione”.

L’anniversario riguarda invece l’agenzia “Redattore Sociale”, la prima e tuttora unica testata giornalistica quotidiana in abbonamento dedicata esclusivamente “ai fenomeni del welfare, del disagio sociale e al relativo impegno delle istituzioni pubbliche e private no profit”, che ha spento le prime dieci candeline. Edita dalla Comunità di Capodarco, “Redattore Sociale nasce – ricorda don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità e dell’agenzia – dal bisogno di colmare un vuoto informativo, di far conoscere e di comunicare, visto che l’informazione sulle attività e sui fenomeni del sociale era deficitaria”. “L’agenzia – si legge in una nota – si basa su una doppia finalità di servizio: fornire alle testate notizie originali e attendibili, ed essere per gli operatori di tutti i settori una fonte aggiornata di conoscenza su temi spesso maltrattati dai media”. Nel sito, che ha un’impostazione “generalista, ma dal punto di vista sociale”, molto spazio viene dedicato alla realtà del volontariato, ai riscatti sociali, alle “periferie umane”. Il 2011, anno di festeggiamenti, sarà costellato di eventi speciali, tra i quali la nuova versione della “Guida per l’informazione sociale”, un sito web di “fatti e numeri, con centinaia di schede utili per giornalisti, amministratori e operatori sociali” in continuo aggiornamento. Tanti auguri ai due siti per la loro importante attività.

(via SpiritualSeeds.info)

Edith Stein: un nuovo film ne racconterà la vita

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 21 - 2011 ADD COMMENTS

Dopo “La settima stanza”, il film che le fu dedicato nel 1995 e che vinse diversi premi cinematografici, l’affascinante figura di Edith Stein sarà al centro di un’altra pellicola che uscirà nel prossimo anno. La notizia (che farà felici i molto estimatori di colei che è anche conosciuta come Santa Teresa Benedetta della Croce) è data dal quotidiano Avvenire, che intervista il regista, l’americano di origini italiane Joshua Sinclair, un personaggio particolare che è agli antipodi dello star system hollywoodiano. Sinclair non si dedica infatti solo alla settima arte, ma è anche un medico specializzato in medicina tropicale (attività alla quale si dedica gratuitamente) ed ha compiuto studi teologici.

Il regista americano sa ovviamente che la figura di Edit Stein (a motivo della sua vicenda umana e spirituale)  è una di quelle che possono prestarsi ad equivoci o strumentalizzazioni, ma sembra avere le idee chiare al riguardo: “L’ho scoperta due anni fa –afferma-  per curiosità. Dopo averne sentito tanto parlare ho cominciato a leggere i suoi scritti, a partire da quelli di fenomenologia. E mi sono interrogato sull’esperienza di una donna che ha riconosciuto la grandezza di Gesù senza ripudiare le proprie origini. Un donna che è passata dall’ebraismo all’ateismo alla riscoperta di Dio attraverso l’ebreo Gesù. La sua, più che una conversione, si può definire una progressione fino a un compimento finale. Ed è stata tutto tranne che una fuga dai mali del suo tempo. Quando un ebreo diventava cattolico era ancora più odiato dai nazisti, che erano profondamente pagani. Fu Hitler a proibire l’insegnamento della religione nelle scuole e l’esibizione del crocifisso. E nella vita di Edith Stein c’è stato spazio anche per l’amore umano, quello con Hans Lipps. La vita di una donna a tutto tondo, insomma, e di una mistica, morta ad Auschwitz come martire sia del mondo ebraico che della Chiesa cattolica”.

Sinclair ha le idee chiare anche riguardo alla funzione del cinema: “Dobbiamo usare il cinema per portare più speranza e spiritualità al mondo”, afferma infatti. E nessuno più di chi vive nella terra che ha inventato i cinepanettoni può essere più d’accordo con questa affermazione.

(via SpiritualSeeds.info)

Il Festival dei Vecchioni

Posted by marilena marino On febbraio - 20 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Concluso S Remo 2011 con uno scenario nazional popolare: bellissima l’interpretazione di R. Benigni in una Kerigmatica performance dell’Inno di Mameli: niente da eccepire! ( meglio lui di tutte le noiose dissertazioni sul tema del presidente Napolitano).

E che dire dei testi delle canzoni impegnate  a fronte di temi scottanti quali la tratta delle ragazze di colore, il volto nero di questo spaccato ultimo sociale politico, la mancanza di lavoro e di speranza dei giovani delusa a cui risponde l’ accalorato  refrain di Roberto Vecchioni: ” c’è ancora amore, ragazzi, c’è ancora amore, non perdete la speranza, perchè c’è ancora amore!” ?!

Di contro, c’è da dire veramente che , nonostante la strepitosa  vittoria del ” Vecchione” Roberto, è stato invece la riuscitissima acclamazione del disimpegno e dell’antidivismo il vero protagonista del festival di s remo 2011. Menomale!! La gente è stufa di vedere sempre esibizioni  e personaggi ardi dotti e super intelletuali: basta considerare la presenza scenicamente bella di Monica Bellucci ma vuota di contenuti espositivi che escono a malapena dalla sua bellissima bocca a forma di cuore, la freddezza e antipatia di Robert de Niro, che ( mancando domande intelligenti nell’intervista,causa mancanza di fantasia della creatrice dei testi del festival), stava a malapena seduto ad ascoltare le noiose domande di Gianni Morandi.. e che dire della flemma di quest’ultimo che, a ricordare l’incisivita’ del brillante Bonolis, lasciava molto a desiderare in veste di presentatore. meglio solo cantante! Sara’ che quel suo ripetitivo slogan ” Ragazzi, stiamo uniti!”, sembrava piu’ un grido di aiuto rivolto alla squadra di lavoro per non stare solo sul palco dell’Ariston che una gioia vera e propria di far parte dei 150 anni dell’Unita’ Italia!! Fortuna l’ umorismo delle iene Paolo e Luca, gli abiti della kermesse e i balletti semi-professionali  delle conduttrici che non hanno fatto tremare di brividi la platea.

Infatti,la tranquillizzante presenza delle due Body Girls Elisabetta e Belen non hanno fatto altro che dimostrare  come la bandiera dell’antidivismo e del disimpegnato abbia sventolato sulla riviera ligure, inneggiando al fascino semplice e senza pretese delle donne belle ma semplici, in cui si sono rispecchiate moltissime donne, nonostante quest’ultime si siano viste ultimamente impegnate con tanto di slogan” Basta, uomini, non siamo di vostra proprieta’” a Roma e in molte piazze d’Italia, dopo il caso Ruby- Berlusconi.

Insomma, due fasce orarie in contrapposizione su cui rimettere gli orologi: impegno da una parte e disimpegno dall’altra..ma vorrei stilare una personale classifica di gradimento delle canzoni che, a mio parere, avrebbero dovuto vincere tra giovani e vecchie proposte. Ecco l’elenco dei vincitori. Naturalmente è una mia classifica, tanto per non dire ancora che questo è stato invece, il festival dei…Vecchioni!!  1) Emma Moda’ con Arrivera’   2) La Crus con Io Confesso  3) Micaela con Fuoco e cenere   4) Patti Pravo con Il vento e le rose  5) Raphael con Follia d’Amore   6) Anansi con Il sole dentro  7) Gabriella Ferrone con Un pezzo d’estate…… Ne sentiremo parlare!!

«Bibbia e giustizia» sarà questo il tema di Effettobibbia 2011, che prenderà il via domani a Bergamo per concludersi il prossimo 5 marzo. Giunta alla quarta edizione, l’iniziativa viene proposta dal Comitato per la cultura biblica, che è espressione di centri culturali (Grazie, Protestante, San Bartolomeo, Fondazione Serughetti La Porta), Civica Biblioteca Mai, libreria Buona Stampa, Museo Bernareggi, Ufficio diocesano per l’apostolato biblico e associazionismo (Acli, Gruppi biblici).
Nell‘attuale momento storico – culturale, si assiste ad un rinnovato interesse per la Bibbia, considerata non  soltanto come documento delle comunità di fede, ma anche un ‘monumento‘ storico di importanza ineguagliabile per conoscere lo sviluppo del pensiero, dell‘arte sociale.
Obiettivo della manifestazione bergamasca è proprio quello è di diffondere la conoscenza e l’amore al Libro per eccellenza, come è stato sottolineato dagli organizzatori.
«La Bibbia ha sempre un grande effetto — ha detto ad esempio Claudia Sartirani, assessore comunale alla Cultura —. Non è necessario essere cattolici per sapere che la Bibbia è il Libro dei libri, Libro antico ma sempre nuovo, fondamento della cultura occidentale. E il tema della giustizia, scelto quest’anno, è centrale nel momento storico attuale».
«Effettobibbia è diventato un appuntamento fisso nell’offerta culturale della città — ha affermato invece Luciano Zappella, presidente del Comitato —. Senza Bibbia saremmo più poveri. Attraverso letteratura, arte, filosofia, cinema, pensiero giuridico, noi viviamo nella Bibbia, che è un testo che sempre conquista. Sta qui il punto di partenza dell’iniziativa».
Il ricco programma (che prevede conferenze e letture, anche drammatizzate) contempla la partecipazione libera e gratuita a tutti gli eventi.

(via SpiritualSeeds.info)

Le paure dell’Europa

Posted by Matteo Maria Giordano On febbraio - 16 - 2011 1 COMMENT

Nella recente riunione a Bruxelles del 31 gennaio i ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno respinto un progetto di risoluzione che condanna le recenti atrocità contro le minoranze cristiane in Egitto e in Iraq.

Anche se preceduta dalla risoluzione inequivocabile del Parlamento europeo (PE) il 20 gennaio che condannava l’aumento degli attacchi contro le minoranze cristiane in Medio Oriente, Africa e Asia, a seguito di una raccomandazione altrettanto esplicita da parte del Consiglio d’Europa (CoE) il 27 gennaio, il Consiglio dei ministri non ha potuto concordare l’inserimento della parola ‘cristiano’ nel progetto di dichiarazione sulla questione, dicendo che voleva evitare di dire qualcosa di “politicamente scorretto”.

Anche se la violenza più anti-religiosa negli ultimi anni è stata perpetrata contro i cristiani (con centinaia di appartenenti alle minoranze cristiane crudelmente assassinati durante il periodo natalizio), e nonostante le chiare dichiarazioni del PE e Consiglio d’Europa, l’Alto Rappresentante dell’UE Lady Catherine Ashton ha rifiutato di fare esplicito riferimento alle vittime “cristiane” di questi attacchi nella dichiarazione ministeriale che avrebbe dovuto condannare tale persecuzione religiosa.

La sua posizione è stata approvata e sostenuta da cinque ministri degli Affari esteri: Luís Amado (Portogallo), Trinidad Jiménez (Spagna), Jean Asselborn (Lussemburgo), Brian Cowen (Irlanda, rappresentata dal suo rappresentante permanente) e Markos Kyprianou (Cipro).

Italia, Francia, Ungheria e Polonia hanno invece fortemente sostenuto gli sforzi di condannare esplicitamente la persecuzione dei cristiani.

Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha parlato di “eccesso di laicismo”. L’eurodeputato maltese David Casa ha dichiarato: “Come è possibile condannare correttamente queste atrocità senza alcuna menzione degli obiettivi? Siamo diventati incapaci di condannare gli attacchi contro i nostri fratelli cristiani. Che giorno triste per l’Europa! ‘

Il tema sarà nuovamente discusso in Consiglio dei Ministri il 21 FEBBRAIO prossimo.

ATTIVIAMOCI SUBITO!

Inviamo una mail a mailto:gabinetto@cert.esteri.it sostenendo il nostro MINISTERO DEGLI ESTERI su questa importante questione.

Polemiche in Molise per la Messa nei centri commerciali

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 16 - 2011 ADD COMMENTS

Lo spostamento delle attività lavorative e relazionali dai centri urbani a quelli commerciali, è un fenomeno che dura ormai da un bel po’ e che non solo non accenna a fermarsi ma che ultimamente (specie con il fenomeno della crescita degli outlet) è in rapido avanzamento. Ciò ha ovviamente ripercussioni su tutte le sfere dell’agire umano, anche in riferimento all’aspetto religioso. Nel settembre dello scorso anno registrammo l’apertura della prima parrocchia sorta all’interno di un centro commerciale, iniziativa ovviamente resa possibile dall’accordo raggiunto tra i responsabili dello stesso centro e quelli della diocesi di appartenenza.

Non sempre, tuttavia, le cose sono così pacifiche, come dimostra la vicenda in corso di svolgimento nella diocesi molisana di Termoli-Larino e che conviene riportare perché simili fraintendimenti possono facilmente accadere anche altrove. La vicenda nasce da un accordo raggiunto tra le sigle sindacale e gli ipermercati di Termoli e Montenero di Bisaccia per fare assistere alle funzioni religiose i clienti che fanno la spesa nel giorno festivo. La ‘chiesa’, ricavata nel centro commerciale, avrebbe dovuto rappresentare una offerta in più delle strutture, cercando quindi di conciliare le esigenze degli utenti: un occhio al portafoglio e uno all’anima.

La cosa non è tuttavia piaciuta ai vertici diocesani, che in un apposito comunicato stampa precisano che “la celebrazione della santa Messa è una decisione eminentemente pastorale e quindi demandata, esclusivamente, al vescovo diocesano. Peraltro se la notizia fosse vera e se effettivamente fosse stato raggiunto un accordo in tal senso, si ringrazia per la disponibilità e il pensiero avuto, ma sembra strano non essendo di competenza sindacale e non basta avere dei locali disponibili per decidere, anche in campo liturgico, come utilizzarli”.

La Messa non è un prodotto o un servizio come gli altri, insomma. Con ciò la vicenda sembra per il momento conclusa, ma c’è da scommettere che iniziative analoghe faranno discutere prima o poi altrove.

(via SpiritualSeeds.info)

C’è una città (e una diocesi) in cui la festa odierna di San Valentino è sentita on maniera particolare: quella di Terni, di cui il santo è patrono. Per l’occasione, viene prevista una ricca serie di eventi, che prende il nome di Eventi Valentiniani, e che non si esaurisce nel giorno della festa ma è spalmata lungo tutto il mese di febbraio.

Ma chi era San Valentino? La storia narra che Valentino naque a Terni, città della quale è appuntp patrono, nel 175 dopo Cristo. Ebbe molto a cuore il destino degli innamorati, che in lui trovarono sempre un consigliere fidato ed un amico sincero.
Si narra che un giorno, udendo due fidanzati litigare, porse loro una rosa pregando perché il loro amore fosse eterno. I due giovani si riconciliarono immediatamente e dopo non molto tempo, si recarono nuovamente dal Santo per celebrare il matrimonio ed invocare la sua benedizione.
Secondo un’altra tradizione, sembra che Valentino donasse il corredo alle future spose in stato di indigenza. In quel periodo, la dote era un obbligo, e se non si aveva, non ci si poteva sposare. Per questo motivo, fu ben presto riconosciuto come patrono di coloro che decidono di amarsi per tutta la vita.

(via SpiritualSeeds.info)

Rianimato a Bagnaia un vecchio teatro parrocchiale

Posted by Agostino On febbraio - 12 - 2011 ADD COMMENTS

di Agostino Lupo

Riattivata oggi 12 febbraio la sala della comunità di Bagnaia con uno spettacolo teatrale dal titolo “Di fiaba in fiaba”, improntato alla rivisitazione delle fiabe classiche, con il coinvolgimento dei bambini. Un insalata di fiabe alla Rodari, presentato dalla compagnia “tieffeu” (teatro di figure umbro) e impersonato da Giancarlo Vulpes ed Enrico De Meo, hanno sviluppato, con la manipolazione anche di marionette, un percorso di rianimazione di personaggi noti e vivissimi nella mente dei bambini quali: Cappuccetto Rosso, Pollicino, Biancaneve e altri. “Mi è piaciuto moltissimo – ha detto a caldo la bambina Caterina di 7 anni – perchè parlava di storie belle, che conoscevo, e che fanno tanto felici”. La grande collaborazione dei bambini presenti, che suggerivano agli attori le loro programmate dimenticanze, ha messo in luce la straordinaria gradevolezza dello spettacolo, che segna il punto di partenza per un impegno futuro, su questo fronte, della locale Parrocchia nella piccola frazione paesana alla periferia di Perugia.

Che tipo di cristiano sei?

Posted by michelangelo On febbraio - 12 - 2011 ADD COMMENTS

di Michelangelo Nasca

Nel 1968 – quando era ancora cardinale – Joseph Ratzinger scrisse un libro dal titolo “Introduzione al cristianesimo” divenuto in brevissimo tempo un punto di riferimento teologico circa il discorso della fede cristiana. In questo testo (giunto oggi alla dodicesima ristampa) Ratzinger introduce il primo capitolo dal titolo: “E’ ancora possibile credere nel mondo attuale?” raccontando un celebre apologo di S. Kierkegaard che vale la pena di rileggere.

“La storiella è interessante. Narra come un circo viaggiante in Danimarca fosse un giorno caduto in preda ad un incendio. Ancora mentre da esso si levavano le fiamme, il direttore mando il clown già abbigliato per la recita a chiamare aiuto nel villaggio vicino, oltretutto anche perché c’era pericolo che il fuoco, propagandosi attraverso i campi da poco mietuti e quindi aridi, s’appiccasse anche al villaggio. Il clown corse affannato al villaggio, supplicando i paesani ad accorrere al circo in fiamme, per dare una mano a spegnere l’incendio. Ma essi presero le grida del pagliaccio unicamente per un astutissimo trucco del mestiere, tendente ad attrarre la più gran quantità possibile di gente alla rappresentazione; per cui lo applaudivano, ridendo sino alle lacrime. Il povero clown aveva più voglia di piangere che di ridere; e tentava inutilmente di scongiurare gli uomini ad andare, spiegando loro che non si trattava affatto d’una finzione, d’un trucco, bensì d’una amara realtà, giacché il circo stava bruciando per davvero. Il suo pianto non faceva altro che intensificare le risate: si trovava che egli recitava la sua parte in maniera stupenda… La commedia continuò così, finche il fuoco s’appiccò realmente al villaggio, ed ogni aiuto giunse troppo tardi: sicché villaggio e circo andarono entrambi distrutti dalle fiamme”.

Il significato di questo racconto e l’immagine che esso propone è ancora oggi di grandissima attualità. Tutti coloro, infatti, che oggi (nei diversi stati di vita: sacerdotale, coniugale, laicale), in quanto battezzati, sono chiamati ad annunciare il Vangelo di Cristo vengono inesorabilmente etichettati dal mondo moderno (dal vicino di casa ai colleghi di lavoro ecc.) e allontanati perché già in partenza si conosce la verità scomoda che vogliono annunciare. Il problema, a mio modo di vedere, è anche un altro, almeno da parte di coloro che sono chiamati all’annuncio: diventare non un ripetitore di formule teologiche ma fare della propria persona una testimonianza di vita cristiana. E’ il tuo modo di vivere, il giudizio che hai sulle cose, l’attenzione che rivolgi agli altri che possono dire che tipo di cristiano sei e di che pasta sei fatto.

Oggi noi, erroneamente, riteniamo che per testimoniare al meglio il Vangelo di Cristo si debbano tediare gli altri con lunghissime prediche dogmatiche e spiritualeggianti che poi costringono chi ti sta davanti a scappare e a cambiar strada tutte le volte che vieni incrociato!

Madeleine  Delbrêl diceva: “La Chiesa ci alleva, ci educa, ci istruisce, ci forma perché in essa diventiamo Vangelo vivente. Tutto nella Chiesa mira a ciò. E noi, da quelle infime terminazioni nervose che siamo nel corpo della Chiesa, dobbiamo, come tutto il resto, diventare questo Vangelo vivente. […] Dobbiamo seguire l’istinto della Chiesa che rivendica il diritto di camminare su tutte le strade” .

Un convegno e sei volumi per conoscere meglio le religioni mondiali

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 11 - 2011 ADD COMMENTS

Come presentazione dell’opera “Le grandi religioni” (di cui abbiamo parlato qui) Il Sole 24 Ore ha organizzato ieri nella sua sede milanese un interessante forum dal titolo: «Grandi religioni: il tempo del dialogo», cui sono intervenuti: Franco Giulio Brambilla, vescovo ausiliare di Milano per la cultura e l’ecumenismo, Giuseppe Laras, rabbino capo emerito della comunità di Milano, Paolo Ricca, pastore valdese, Khaled Fouad Allam, docente di Sociologia del mondo musulmano, Giuliano Boccali, professore di Indologia all’Università degli studi di Milano, e Giovanni Filoramo, professore di Storia del cristianesimo a Torino.

“Chi pensava che la modernità facesse eclissare le religioni si è sbagliato. La fine delle ideologie ha ridato centralità alla fede e alle filosofie religiose d’Oriente e d’Occidente. In questo ritorno, il fondamentalismo ha assunto un ruolo da protagonista. Quanto sta accadendo in Egitto non lo si capisce fino in fondo se non si affronta anche il capitolo dell’identità religiosa e non si studiano le diverse anime dell’Islam. Anche la partita Cina-Dalai Lama ha un forte risvolto religioso, così pure in Nigeria le aggressioni degli estremisti islamici nei confronti delle comunità cristiane hanno radici fondamentaliste tanto che Benedetto XVI ha parlato di una nuova stagione di martiri. Le religioni possano tornare a mediare nelle situazioni di conflitto ponendo le basi di un dialogo e di una convivenza pacifica? Che sia possibile lo mostra la storia delle religioni, come farlo è ora la grande sfida per tutti”.

Questa era la sfida degli organizzatori dell’evento e a leggere le cronache del convegno gli spunti di riflessione sono stati davvero molti. Sempre sul tema, si potrà leggere utilmente un articolo di presentazione del forum milanese scritto da Kaled Fouad Allam ed uno dell’antropologo Franco La Cecla (sempre molto attento a queste tematiche) che parla del tema del multiculturalismo.

(via SpiritualSeeds)

Si  parla molto (e non da oggi) di declino del cristianesimo europeo ed occidentale in genere. Il nostro eurocentrismo ci fa però spesso dimenticare che questo non significa affatto declino del cristianesimo tout court, visto che quest’ultimo è in forte crescita in vaste aree del mondo, tra l’altro quelle a maggior incremento demografico. Chi queste cose le conosce bene è Philip Jenkins, storico delle religioni tra i più noti a livello mondiale ed autore di svariati studi al riguardo, alcuni dei quali tradotti anche in italiano.

Jenkins ha tenuto nei giorni scorsi una conferenza negli USA che sintetizza bene il suo pensiero: che, cioè, il cuore del cristianesimo si sta spostando sempre più velocemente dall’Europa all’Asia, all’America Latina e, soprattutto, all’Africa. Alcune cifre, fornite dallo stesso studioso, danno un’idea abbastanza precisa del fenomeno in atto. Nel 1900, in Europa e Nord America risiedeva l’85% del totale dei cristiani a livello mondiale. Nel 2050, a distanza quindi di appena 150 anni, quella percentuale scenderà al 25%. Considerando lo stesso lasso temporale, i cristiani africani sono aumentati in maniera impressionante: erano appena 10 milioni nel 1900, 363 milioni nel 2000 e Jenkins prospetta che saranno ben 500 milioni nel 2015 e addirittura un miliardo nel 2050, primo continente a raggiungere questa cifra. In pratica, un cristiano ogni tre sarà africano, senza contare coloro che si sono trasferiti in Europa e negli Stati Uniti.

Attualmente, ha aggiunto lo studioso, le tre regioni mondiali con il maggior numero di cristiani sono l’Europa, l’America Latina e l’Africa, mentre nel 2025 a contendersi il titolo saranno l’America Latina e l’Africa (visto che il trend negativo europeo non accennerà a diminuire) e nel 2050 non ci sarà partita: il continente nero sarà quello che potrà vantare il maggior numero di cristiani. Gli Stati Uniti continueranno ad essere un Paese a maggioranza cristiana, ma lo saranno soltanto a motivo della crescente immigrazione: entro il 2050 ben l’80%  dei cattolici americani sarà latinos.

Il cristianesimo, ha evidenziato ancora Jenkins, è nato in Asia e in Africa ed ha deciso di tornare a casa, al punto che non passerà molto tempo prima di vedere il primo Papa africano. Non resta che attendere per vedere se la storia gli darà ragione.

(via SpiritualSeeds.info)

Benedetto XVI: Internet opportunità per la missione

Posted by Matteo Maria Giordano On febbraio - 7 - 2011 ADD COMMENTS

[da H2O news 07/02/2011] Internet, per la sua capacità di superare le distanze e di mettere in contatto reciproco le persone, presenta grandi possibilità anche per la Chiesa e la sua missione. Lo ha ribadito il Papa parlando alla Congregazione per l’educazione cattolica, riferendosi alla bozza di documento su Internet e la formazione nei seminari.  Con il necessario discernimento per un suo uso intelligente e prudente, Internet può servire non solo per gli studi, ma anche per l”azione pastorale dei futuri sacerdoti nei vari campi ecclesiali. Anche in questo settore è di estrema importanza poter contare su formatori adeguatamente preparati. Nel discorso Benedetto XVI si è soffermato poi sulle sfide da affrontare per offrire adeguati strumenti di formazione ai sacerdoti e agli studenti delle università cattoliche  e al progetto di riforma degli studi superiori e teologici che la Congregazione sta portando avanti.

È una settimana importante, quella che si apre oggi, per “Il Cortile dei Gentili”, lo spazio di dialogo tra credenti e non credenti fortemente voluto da Benedetto XVI ed affidato alle cure del cardinale Gianfranco Ravasi, che ha creato una Fondazione apposita in seno al Pontificio consiglio della Cultura, da lui presieduto. Il primo incontro italiano avrà luogo infatti sabato prossimo, 12 febbraio, presso l’Alma Mater, la prestigiosa Università di Bologna, e la scelta di un ateneo laico e pubblico non è certamente casuale. All’appuntamento bolognese interverranno tra gli altri i docenti universitari Vincenzo Balzani con una relazione dal titolo ‘Un’alleanza per custodire il pianeta terra’, il costituzionalista Augusto Barbera con una riflessione dal titolo ‘La laicità come metodo’, e a seguire il professore e filosofo Massimo Cacciari che parlerà di ‘Ateismo nella cristianità’.
Infine, Sergio Giovine con una relazione su binomio ‘Filosofia ed esperienza religiosa’. A scandire i lavori accademici sarà l’attrice Anna Bonaiuto che leggerà alcuni passi tratti da Agostino, Pascal e Nietzche.

“Prima ancora del solenne evento che a Parigi vedrà coinvolte le maggiori istituzioni culturali – ha spiegato il cardinale Ravasi – dalla Sorbona all’Unesco, dall’Academie de France alla stessa Notre Dame, l’atto che si svolgerà nell’università’ di Bologna il 12 febbraio sarà la vera e propria ‘prolusione’ di un itinerario di dialogo e di ricerca dalle tappe molteplici. Il Pontificio Consiglio della Cultura, che ha voluto inaugurare questo percorso, è perciò particolarmente grato a un’istituzione così nobile, antica e gloriosa come l’Università’ di Bologna, al suo Rettore, convinto artefice di questa iniziativa, agli intellettuali che vi parteciperanno coi loro interventi e alla folla dei giovani e di tutti coloro che si sentiranno coinvolti”.

Dello stesso Ravasi è possibile leggere online due interventi che spiegano bene il senso dell’iniziativa: un’intervista rilasciata al settimanale Famiglia Cristiana ed un intervento scritto per il mensile Jesus.

(via SpiritualSeeds.info)

A San Giovanni Rotondo, l’audience del sacro.

Posted by ginofusco On febbraio - 4 - 2011 ADD COMMENTS

di Gino Fusco

Resto sbigottito. Ma la Puglia, dov’è? Quella che avevo nella mente – mi dico -, quella fatta di olio, di pane e di vino. E in­vece, tutt’intorno è tutt’un cantiere. Sì, è proprio così, anche quaggiù s’è inverato il miracolo della pseudo modernità. Le olive, sono state tra­sformate in brecciame; le viti, in lunghi e contorti tondini di acciaio portante; i mulini, in ansimanti e rumo­rose betoniere. Il verde della campagna s’è ritratto sconfitto, per fare posto al non colore del ce­mento, ubiquo e disordinato. Tutto dà l’idea del provvisorio, anche perché tanti sono i fabbri­cati non ultimati. Per via del muschio, molti sembrano addirit­tura abbandonati, a mo’ di meste sculture del pre­sente. Lungo i cigli della strada d’accesso al paese, e per gran parte dei sen­tieri, innumerevoli sono le micro discariche; tono su tono, per­ché fatte di bidoni arrugginiti, di sacchetti di cemento semia­perti, di car­toni di mattonelle non utilizzate. Incessanti le moto­pale gialle, che gi­rano vorticosamente; sembrano seguire le re­gole d’un gioco che an­cora non ci è dato conoscere. “Centro di spiritualità”, è il nome dell’albergo che ci ospita. Una costru­zione recente; una cascata di marmi intarsiati, di onici lucci­canti, di persiane telecomandate, di serrature elettroniche e di livree da compagnia aerea. Insomma, qui sembra di stare a Dubai. Giu­sto il tempo di mangiare la pizza al po­modoro di mammà (por­tata da casa), e via, subito al Santuario, per salu­tare Padre Pio. Lì, poche emozioni; anzi, pochissime. Poverino, l’hanno messo sopra un pretenzioso baldacchino, fatto di vetro e di marmo, col tetto a spiovente. La forma ricorda la confe­zione del cioccolato Toblerone; sì, quello mandorlato, che si trova soprattutto negli Autogrill. Poco c’è mancato che l’impacchettassero con un fiocco di raso rosso, quello da re­galo. Su quei cristalli, a centi­naia rimbalzano i flash delle mac­chine fotografiche; come dei laser, alla stregua di un video­game. Mi viene d’improvviso una gran pena; per lui, esposto così spudoratamente. A dispetto del carattere brusco e impa­ziente che aveva in vita, ora sembra che in lui prevalga un’enorme pazienza; accetta di prestarsi a questo show senza co­pione.

Per scaldare il cuore, per solleci­tarne un benefico sus­sulto, bisogna volgere lo sguardo altrove. Ai simboli, che per i vicoli della memoria ci rimandano alle cose che veramente cer­chiamo. Al Cro­cifisso, che lui avrà certa­mente invocato; all’altare ligneo (quello coi due dipinti incasto­nati), sul quale si sarà senz’altro inginocchiato; alla piccola fine­stra quadrata del convento, dalla quale salutava le folle ado­ranti. Intanto, là fuori i giovani del posto si contendono gl’incroci, per distribuire ai pas­santi i volantini pubblicitari degli al­berghi e dei ristoranti. Sullo sfondo, a poche centinaia di metri, la gio­vane ed enorme chiesa di San Pio dal tetto verde; quella di Renzo Piano. Sembra ad­dormentata, sfiancata dalle linee ardite disegnate dal suo grande architetto. Seconda per ampiezza solo a quella di San Pie­tro, è in quest’istante abitata solo da due anziani, che chiac­chierano di calcio su una panca. Due i giovanissimi cu­stodi, in uniforme blu d’ordinanza; sotto le lampade supersoft, lui com­pone messaggini sul suo telefonino, mentre lei, sbadi­gliando, tiene a bada un cruciverba. Per un beffardo paradosso, un po’ di luce vera si potrà trovare 85 gradini sottoterra, 20 chi­lometri più in là. A Monte Sant’Angelo, nello sguardo di un gio­vane prete polacco, che confessa nella Chiesa di San Michele. Op­pure nelle ferme parole del camilliano padre Al­berto, che esor­tano a mettersi quotidianamente in discussione. Un invito co­stantemente ignorato da chi ha la responsabilità di ciò che ac­cade a San Giovanni Rotondo. Un luogo antico e santo, per­ché attraversato da santi; da quelle vite dolorose e prodigiose, il cui spi­rito sembra essersi diluito nella besciamella aggiu­statutto dell’immancabile pasta al forno.

Nessuno, tra chi poteva, ha pensato di conservare in qualche maniera la semplicità di quel frate così speciale che l’ha abitato. E così, proprio qui, ca­rità e misericordia ri­sultano assenti ingiustificate; l’audience di questa nostra contemporaneità impone le sue norme, e le ha relegate nell’ufficio oggetti smarriti. La paccottiglia in confezione regalo ha prevalso sul raccoglimento, unico ponte verso il Divino. Tutto è ru­more di fondo, ritmato dai pistoni delle motopale un po’ più a valle. Chissà. Forse, per stare meglio, basterebbe intravedere il marrò d’un saio; sì, uno di quei frati “alla Francesco”. Ora mi manca la fru­galità dei loro modi; spicci e schietti. La ricetta la penso semplice. Due chiacchiere, intorno a una stufa a legna; si aggiungono pane, formaggio e olive; s’insaporisce col vero, che spazza via le tempeste interiori, e ri­porta il sereno. Eppure, ripensandoci… Eppure, ripeto, in due interi giorni di frati non ne ho incrociato neanche uno. Mah, si saranno ritirati nelle loro celle. A fare cosa? Certamente intenti a pregare, perché inorri­diti da ciò che li circonda. E anche perché non voglio immagi­narli a contare denaro.

Religioni e società: due utili occasioni di approfondimento

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 4 - 2011 ADD COMMENTS

Chi è interessato allo studio o all’approfondimento della storia delle religioni (anche da un punto di vista meramente culturale) ha in questo periodo un paio di buone occasioni per farlo. La prima occasione è riservata ai fiorentini ed è proposta dall’Istituto Stensen, legato ai padri gesuiti. Il prestigioso centro culturale del capoluogo fiorentino ha infatti messo in programma un’interessante ciclo di incontri dal titolo: “Ripensare la vita”. Tema degli incontri sarà la vita in tutti i suoi aspetti. Attraverso l’analisi del senso dell’esistenza nelle diverse tradizioni religiose, si tenterà di riflettere sul significato della vita, sulla sua genesi, sul suo scopo. Gli incontri si svolgeranno il sabato alle 16. Il via domani con ‘L’idea di vita umana nell’India classica’. Seguiranno ‘L’idea di vita umana nel Buddhismo’ (12 febbraio), ‘L’idea di vita umana nell’Islam’ (18 febbraio), ‘L’idea di vita umana nella Cina classica’ (26 febbraio), ‘L’idea di vita umana nel Cristianesimo’ (5 marzo), ‘L’idea di vita umana nell’Ebraismo’ (12 marzo).

L’altra occasione di approfondimento in tema di religioni è invece offerta dal Sole 24 Ore. Il quotidiano offrirà infatti in edicola (a partire dal prossimo 13 febbraio) l’opera Le grandi religioni, sei volumi pubblicati sotto la direzione di Giovanni Filoramo, uno dei migliori storici delle religioni operanti nel mondo accademico italiano. L’opera (come si legge sul sito di presentazione) “è il frutto del lavoro dei migliori specialisti di ciascuna religione e periodo storico, che si sono impegnati a comunicare i più recenti sviluppi delle conoscenze in un linguaggio sempre chiaro e accessibile rappresenta un punto di riferimento importante sia per coloro che desiderano acquisire una visione d’insieme del fenomeno religioso nella storia dell’uomo, sia per coloro che intendono approfondire aspetti specifici di una o più religioni”. Dal medesimo sito sarà anche possibile l’acquisto online dei volumi a partire dal prossimo 15 marzo.

(via Spiritualseeds.info)

Fiere e Angeli

Esiste il male e ci porta alla paralisi, come dicevamo domenica scorsa. Esiste ed agisce continuamente nelle nostre vite.
Siamo liberi ed è impegnativo scegliere la parte luminosa della realtà, quella che proviene da Dio

Metanoia

Chi siamo, dove andiamo,chi vogliamo servire,cosa e chi vogliamo edificare? Quaresima 2012. Combattimento e riflessione intensa per capire la volonta’ di Dio.

Religione e benessere

di Moreno Migliorati.Le persone molto religiose hanno livelli di benessere più elevati rispetto a quelle moderatamente religiosesono affatto: é il risultato di uno studio effettuato dalla nota agenzia Gallup.

Quaresima: la Custodia dell’altro

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri»: sono le prime parole della frase di san Paolo che Benedetto XVI pone come chiave del suo Messaggio per la Quaresima

Tags

Più lette