Thursday, 23 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

di Michelangelo Nasca

“Avevo fame. Il mio corpo aveva fame. La mia carne viva, come milioni di bocche folli, cercava di divorare fin le più piccole briciole di piacere raccolte ai margini della mia strada.  Il mio spirito aveva fame. Per nutrirlo, raccoglievo alla rinfusa tutte le idee che vagavano nei libri, nelle immagini, nelle parole sulle bocche degli uomini, ma la mia testa era un alveare ronzante che non dava miele” (Michel Quoist).

Oggi è, forse, questo uno dei grandi problemi del nostro tempo: abbiamo fame e sete di qualcosa ma nessuno sembra in grado di saziarci! Proviamo ad ingurgitare ogni genere di alimento ma il nostro appetito non si attenua. “Ingrassiamo” lasciando al nostro corpo, alla nostra mente e al nostro cuore l’impressione di essere riusciti ad appagare il desiderio di totalità e di infinitivo che continua ad infiammare la nostra anima.
Chi potrà veramente saziarci?

Alcuni anni fa, un’espressione di San Giovanni della Croce diventò il “leitmotiv” degli Esercizi Spirituali del MEC (il Movimento di cui faccio parte): «Un uomo non si sazia se gli diamo meno dell’infinito»! Ci interrogavamo sul nostro desiderio di felicità, che porta in sé i segni contraddittori del “supplizio di Tantalo”.
Ricchissimo sovrano re della Frigia, Tantalo rubò dalla tavola degli dei il nettare e l’ambrosia (la bevanda e il cibo che assicuravano agli dei l’immortalità e l’eterna giovinezza) per donarla agli uomini. Gli dei però non accettarono l’irriverente torto e Giove non esitò a punire severamente l’ingrato figlio. Fattolo precipitare nel Tartaro fu condannato a patire in eterno la fame e la sete stando immerso in un stagno e sotto un albero di frutta senza poter mai raggiungere né l’acqua né la frutta che al suo protendersi si allontanavano.

“Oggi il mondo ha modificato il supplizio di Tantalo in questo modo: hai sete? Ecco per te dei beni! Ma devi fare in fretta per afferrarli, poiché immediatamente dopo averne ottenuto uno il mondo te ne pone davanti altri cinque e poi dieci e così via. La vita diventa così paradossalmente sempre un desiderio insoddisfatto, mentre dall’altra parte del mondo c’è chi non ha nemmeno il pane per mangiare! Dobbiamo ripensare il significato del mondo, il significato della vita e dell’uomo così come Dio lo aveva immaginato. Dio non ha immaginato per l’uomo un supplizio di Tantalo; Dio ha immaginato un uomo capace di crescere e di costruire la civiltà dell’amore e della ricca povertà cristiana dove il valore dei beni è nel bene che hanno dentro” (P. Antonio M. Sicari).

Papa Benedetto XVI, nel libro-intervista di Peter Seewald, parla della felicità e dell’anelito dell’uomo verso l’infinito affrontando due particolari piaghe del nostro tempo: la droga e il turismo sessuale. Ne proponiamo di seguito un breve estratto:

Credo che questo serpente del commercio e del consumo di droga che avvolge il mondo sia un potere del quale non sempre riusciamo a farci un’idea adeguata. Distrugge i giovani, distrugge le famiglie, porta alla violenza e minaccia il futuro di intere nazioni. Anche questa è una terribile responsabilità dell’Occidente: ha bisogno di droghe e così crea paesi che gli forniscono quello che poi finirà per consumarli e distruggerli. È sorta una fame di felicità che non riesce a saziarsi con quello che c’è; e che poi si rifugia per così dire nel paradiso del diavolo e distrugge completamente l’uomo.
A questo problema se ne aggiunge un altro. Voi non riuscite nemmeno ad immaginare, così mi dicono i vescovi, quale distruzione provochi nei nostri giovani il turismo sessuale. Sono in atto processi di distruzione di enorme portata, generati dalla noia, dalla falsa libertà e dall’eccitazione del mondo occidentale.
L’uomo aspira ad una gioia senza fine, vuole godere oltre ogni limite, anela all’infinito. Ma dove Dio non c’è, questo non gli è concesso. E così deve essere lui stesso a creare la menzogna, il falso infinito.
Questo è uno dei segni dei tempi che deve rappresentare per noi cristiani una sfida urgente. Dobbiamo vivere in modo da mostrare che l’infinito di cui l’uomo ha bisogno può venire soltanto da Dio; che Dio è la nostra prima necessità per poter far fronte alle tribolazioni di questo tempo; che in un certo senso dobbiamo mobilitare tutte le forze dell’anima e del bene perché si imponga un’immagine vera contro quella falsa, e possa così spezzarsi l’ininterrotto circuito del male.

(Benedetto XVI, Luce del Mondo, Una conversazione con Peter Seewald, Libreria Editrice Vaticana, pp. 94-95)

Liste di fine anno: le Top Ten in materia di religione

Posted by Moreno Migliorati On dicembre - 30 - 2010 ADD COMMENTS

Fine anno, tempo di bilanci e di liste (che tra l’altro ultimamente stanno andando decisamente di moda). Diversi siti hanno infatti pubblicato le loro “Top Ten” di notizie in materia di religione. Uno di tali elenchi è quello del sito specializzato in informazioni sulla Chiesa Rome Reports, secondo il quale secondo il quale i principali dieci avvenimenti dell’anno che sta per concludersi (dal più importante al meno importante) sono i seguenti: il viaggio del Papa nel Regno Unito, la ricerca di soluzioni per combattere gli abusi sessuali, la chiusura dell’Anno sacerdotale con 15.000 sacerdoti che hanno concelebrato con il Papa dando vita alla più vasta concelebrazione della storia, la pubblicazione del libro intervista “Luce del mondo” e del documento Verbum Domini sulla Bibbia, il sinodo dei vescovi sul Medio Oriente, il Concistoro con la creazione di 24 nuovi cardinali, l’ostensione della Sindone a Torino, la formazione di una commissione con il compito di indagare sulle apparizioni di Medjugorje e la creazione del nuovo Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione.
Un altro elenco di Top Ten è quello reso noto dall’americana Religion Newswriters Association, che ha ovviamente lo sguardo rivolto non solo alla Chiesa cattolica ma a quello delle religioni in generale. In questo caso al primo posto si piazza la controversa questione dell’erezione di un centro islamico nell’area di Ground Zero.
Il blog specializzato in informazione religiosa della BBC pubblica a sua volta la sua lista e in questo caso, come nel primo citato sopra, non può non esserci, per ovvi motivi, la visita papale nel Regno Unito. Il sito evangelicale americano Charisma mette invece al primo posto al primo posto gli aiuti portati da gruppi cristiani in occasione del terremoto di Haiti.
Scelte molto diverse tra di loro, come si vede, che potrebbero spingere ognuno a costruirsi la propria lista. E con questo, un augurio di buon anno a tutti.

(via SpiritualSeeds)

Anche in noi tanto spesso la fede dorme

Posted by michelangelo On dicembre - 21 - 2010 ADD COMMENTS

di Michelangelo Nasca

Il mondo è angustiato dall’impressione che il consenso morale si stia dissolvendo e tutto sembra destinato all’insuccesso. Anche in noi tanto spesso la fede dorme, una fede divenuta stanca che bisogna risvegliare per restituirle il potere di spostare le montagne.
Il discorso che Benedetto XVI ha rivolto in questi giorni alla Curia romana,  per il tradizionale scambio di auguri natalizi, è davvero intenso. Il Pontefice, con la schiettezza teologica che lo contraddistingue, esorta tutti gli uomini di Chiesa alla conversione sincera del cuore.

Quanto dolore – osserva Ratzinger – ‘quando proprio in quest’anno e in una dimensione per noi inimmaginabile, siamo venuti a conoscenza di abusi contro i minori commessi da sacerdoti, che stravolgono il Sacramento nel suo contrario: sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita’. Poi, attraverso un’immagine tratta dalle visioni mistiche di sant’Ildegarda di Bingen, il Pontefice riflette sull’attualità ecclesiale del nostro tempo, lanciando a tutti un severo monito, sottolineato dall’espressione “dobbiamo” che il Papa ripete per ben sei volte: ‘Nella visione di sant’Ildegarda, il volto della Chiesa è coperto di polvere, ed è così che noi l’abbiamo visto. Il suo vestito è strappato – per la colpa dei sacerdoti. Così come lei l’ha visto ed espresso, l’abbiamo vissuto in quest’anno. Dobbiamo accogliere questa umiliazione come un’esortazione alla verità e una chiamata al rinnovamento. Solo la verità salva. Dobbiamo interrogarci su che cosa possiamo fare per riparare il più possibile l’ingiustizia avvenuta. Dobbiamo chiederci che cosa era sbagliato nel nostro annuncio, nell’intero nostro modo di configurare l’essere cristiano, così che una tale cosa potesse accadere. Dobbiamo trovare una nuova risolutezza nella fede e nel bene. Dobbiamo essere capaci di penitenza. Dobbiamo sforzarci di tentare tutto il possibile, nella preparazione al sacerdozio, perché una tale cosa non possa più succedere’.

Benedetto XVI ricorda anche la bellezza del sacerdozio vissuto in fedeltà e obbedienza a Cristo: ‘Ci siamo nuovamente resi conto di quanto sia bello che esseri umani siano autorizzati a pronunciare in nome di Dio e con pieno potere la parola del perdono, e così siano in grado di cambiare il mondo, la vita; quanto sia bello che esseri umani siano autorizzati a pronunciare le parole della consacrazione, con cui il Signore attira dentro di sé un pezzo di mondo, e così in un certo luogo lo trasforma nella sua stessa sostanza; quanto sia bello poter essere, con la forza del Signore, vicino agli uomini nelle loro gioie e sofferenze, nelle ore importanti come in quelle buie dell’esistenza; quanto sia bello avere nella vita come compito non questo o quell’altro, ma semplicemente l’essere stesso dell’uomo – per aiutare che si apra a Dio e sia vissuto a partire da Dio’.

La Chiesa non  vuole nascondere la gravità del peccato commesso da alcuni suoi ministri. Allo stesso modo, però, non si vuol tacere sulla realtà e sul contesto del nostro tempo. ‘Esiste – rivela il Pontefice – un mercato della pornografia concernente i bambini, che in qualche modo sembra essere considerato sempre più dalla società come una cosa normale. La devastazione psicologica di bambini, in cui persone umane sono ridotte ad articolo di mercato, è uno spaventoso segno dei tempi. Da Vescovi di Paesi del Terzo Mondo sento sempre di nuovo come il turismo sessuale minacci un’intera generazione e la danneggi nella sua libertà e nella sua dignità umana’.
Non manca il riferimento al problema della droga che, ricorda Benedetto XVI, ‘con forza crescente stende i suoi tentacoli di polipo intorno all’intero globo terrestre – espressione eloquente della dittatura di mammona che perverte l’uomo. Ogni piacere diventa insufficiente e l’eccesso nell’inganno dell’ebbrezza diventa una violenza che dilania intere regioni, e questo in nome di un fatale fraintendimento della libertà, in cui proprio la libertà dell’uomo viene minata e alla fine annullata del tutto’.

“Excita, Domine, potentiam tuam, et veni”. Sveglia, Signore, la tua potenza e vieni! Era questa l’esortazione iniziale e preghiera d’Avvento scelta dal Pontefice per aiutarci ad aprire gli occhi sul mistero del Natale.

Religione e ateismo: un dibattito a più voci

Posted by Moreno Migliorati On dicembre - 20 - 2010 ADD COMMENTS

Il giornale online americano Psycology Today, ospita un interessante dibattito sul ruolo dell’ateismo e della religione nell’attuale società. Tutto ebbe inizio nel maggio scorso, quando lo psicologo evoluzionista Nigel Barber pubblicò un articolo intitolato: “Perchè l’ateismo sostituirà la religione”. Le motivazioni dello studioso possono essere così sintetizzate: “Le ragioni per cui le chiese perdono terreno nei paesi sviluppati può essere riassunto in termini di mercato. Prima di tutto, con una scienza migliore, con reti di sicurezza sociali e famiglie più piccole, ci sono meno paure e incertezze nella vita quotidiana delle persone e dunque meno mercato per la religione. Contemporaneamente, vengono offerti molti prodotti alternativi, quali i farmaci psicotropi e l’intrattenimento elettronico, più libere da lacci e laccioli e che non richiedono di conformarsi in modo pedissequo a credenze non scientifiche”.

Al dibattito da ora un ulteriore contributo il filosofo Michael W. Austin con un articolo intitolato significativamente: “Perchè l’ateismo non può sostituire la religione”. La sua tesi, contrapposta a quella di Barber e che, se è vero che molte persone si sono rivolte alla religione a motivo dell’incertezza economica o per una sfida emotiva, è altresì altrettanto indubitabile che molti vivano ancora la religione non solo come una modalità per affrontare la paura, l’incertezza e le difficoltà emotive. L’uomo religioso, sostiene Austin, non è il consumatore di un prodotto: è anzi una persona convinta che la sua fede gli chieda di vivere con altruismo, in maniera disinteressata e senza pensare di essere al centro dell’universo. Ma la critica all’ateismo da parte del filosofo americano va ancora più a fondo: questo non potrà mai sostituire la religione, sostiene, perchè incapace di proporre credenze e valori positivi, fondato com’è solo sulla negazione. Compito che potrebbe eventualmente essere assunto da qualche forma di umanesimo laico, ma mai dall’ateismo.

Un dibattito in ogni caso interessante e che consente di “volare alto”, cosa di cui c’è estremo bisogno, specie di questi tempi.

(via SpiritualSeeds)

La percezione che abbiamo della realtà è influenzata anche dalla religione che professiamo. È questo il risultato di un’interessante  ricerca internazionale condotta in collaborazione con l’Università’ di Bologna, l’Università’ di Leiden in Olanda e la Ben-Gurion University in Israele. L’indagine ha riguardato 126 persone divise in 7 gruppi da 18, a seconda delle loro concezioni religiose o filosofiche. Quattro i gruppi olandesi: calvinisti conservatori, calvinisti progressisti, atei e atei di formazione religiosa. Due in Israele: ebrei ortodossi e laici. Due in Italia: cattolici osservanti e laici.

I risultati dell’indagine hanno permesso di appurare che la prontezza nel cogliere i dettagli dell’immagine varia notevolmente da gruppo a gruppo e tende a conservarsi nel tempo. I piu’ attenti al dettaglio, in particolare, risultano i calvinisti conservatori olandesi, che primeggiano sui loro confratelli progressisti, e più ancora sugli atei. Il distacco quasi svanisce rispetto agli atei cresciuti in ambiente religioso: segno, secondo i ricercatori, che l’influenza confessionale resiste nel tempo. Situazione ribaltata in Italia e in Israele. Dove invece sono i laici i campioni di caccia al dettaglio, mentre i cattolici osservanti e gli ebrei ortodossi sono piu’ portati a cogliere le immagini nel loro insieme. Nel nostro paese, in particolare, la propensione dei cattolici all’aspetto globale delle immagini risulta piu’ che doppia rispetto a quella dei laici.

Particolarmente interessante per i ricercatori risulta il fatto che “se persino un’attitudine inconsapevole, come la maggiore o minore attenzione agli aspetti globali o particolari di una figura, può essere modulata dall’appartenenza religiosa, è lecito supporre che le nostre capacità cognitive influenzate dal culto possano essere molte di più”.

(via SpiritualSeeds)

La prima pietra…

Posted by Matteo Maria Giordano On dicembre - 15 - 2010 2 COMMENTS

Sabato 11 dicembre, è stata posta a Roma la prima pietra per la nascita di una rete nazionale degli animatori della comunicazione e della cultura. Una rete che possa diventare territorio di scambio di esperienze e base per una comunità che agisce unita e integrata, un nuovo sistema per condividere esperienze di comunicazione e cultura, un percorso di piena corresponsabilità verso l’attuazione del Direttorio.

Presenti all’incontro alcuni animatori provenienti da tutta Italia, assieme a  Mons.Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali e Sottosegretario della CEI, che ha accolto con favore l’entusiasmo dell’iniziativa e dei partecipanti.

Si è convenuto sulla necessità di dare un seguito concreto all’eccellente preparazione ottenuta tramite il corso ANICEC, affinchè al momento formativo possa subentrare un momento di reale attivismo nelle nostre diocesi e parrocchie. Il tutto in una forma che sia il meno burocratizzata, “sindacalizzata” e autoreferenziale possibile. Come animatori della comunicazione e della cultura, dobbiamo necessariamente muoverci nel solco tracciato dal Direttorio, in collaborazione con gli uffici diocesani per le Comunicazioni Sociali e con tutte quelle istanze comunicative o culturali che gravitano nelle nostre realtà diocesane.

A breve il comitato promotore dell’iniziativa, metterà a disposizione di tutti una relazione dettagliata dell’incontro e degli obiettivi che ci siamo prefissati per i prossimi mesi.

Perciò….restate connessi!!!

ABBASSO BABBO NATALE!

Posted by marilena marino On dicembre - 15 - 2010 2 COMMENTS

Di Marilena Marino

Arcivescovo contro Babbo Natale

Argentina, “Bimbi, non credeteci”

A pochi giorni dalle festività natalizie, un monsignore argentino dichiara “guerra” a Santa Claus. L’arcivescovo di Resistencia, Fabriciano Sigampa, si è infatti scagliato contro Babbo Natale, definendolo “un grasso signore vestito di rosso” e sostenendo che “è ora che i bambini sappiano che i regali li fanno i loro genitori. Con i loro sforzi e con l’aiuto di Gesù”.

Foto da "Clarin.com"

L’invettiva contro Babbo Natale, secondo quanto riferisce il Clarin, è arrivata durante una predica, in risposta alla decisione delle autorità locali, Rotary Club compreso, di installare nella piazza centrale della città una grande capanna denominata “Casa di Babbo Natale”.

“Il mondo sta cambiando ed i bambini hanno un concetto errato della verita”, ha spiegato l’arcivescovo durante la predica. “L’altro giorno ho chiesto a uno cos’era per lui il Natale e mi ha risposto che significava frigorifero pieno – ha aggiunto -. Niente di niente su Gesù Bambino”.

Non poteva essere altrimenti, alla luce dell’influenza della Chiesa soprattutto nell’Argentina profonda. Comune di Resistencia e Rotary club sono corsi ai ripari e, ieri sera, hanno inaugurato la capanna con un nuovo nome: ‘La casa del Natale”.

Questa notizia ci riempie di felicita’:era ora che qualcuno denunciasse l’evento del Natale come fatto assolutamente consumistico e senza senso! Pensiamo a quanto traffico di soldi e sperpero che si costruisce attorno alla desueta ormai figura di questo nonnino dai capelli bianchi che dispensa regali a tutti:dalle scalette appese sulle finestre, agli spot televisivi con le nuvolette e slitte, teste di cervi rispolverate per l’occasione che trainano questo novantenne incallito chiamato babbo natale che si porta sempre appresso sacconi di regali!  Sarebbe ora di farla finita davvero con queste ipocrite rappresentazioni, come se aspettiassimo il Natale per l’ unica occasione, a volte, di incontrare il vecchietto con la slitta.  E non mettiamo scuse che cio’ riguarda solo i bambini! infatti non possiamo non ricordare per gli adulti anche il cinema:quest’anno ben 3 proiezioni con il titolo sui Babbi Natali.Che noia, anzi, rivolgendoci a questo signore, sarebbe proprio il caso di gridargli in faccia: Che barba, che noia, che barba, che noia! Ritornatene in Lapponia, qui c’è la crisi! O vai via, se no.. rischi di brutto.!.. A proposito…Buon Natale nel Signore Cristo Gesu’ a tutti i lettori di Nobell.it!!

Nasce Eliber, prima piattaforma italiana di e-book cattolici

Posted by Moreno Migliorati On dicembre - 13 - 2010 1 COMMENT

Grandi movimenti nel settore degli e-book, che spera in un consistente balzo in avanti in occasione delle prossime feste natalizie. L’editoria cattolica non sta a guardare ed ecco nascere Eliber, la prima piattaforma web cattolica per la distribuzione e vendita di e-book, realizzata dal «Messaggero di sant’Antonio» in partnership con LibreriadelSanto.it e Messaggero Distribuzione.
Dal15 dicembre, su LibreriadelSanto.it (la prima e più grande libreria cattolica online, nata nel giugno 2007) sarà possibile acquistare i primi e-book di editori cattolici. Al lancio partecipano, con titoli scelti, Edizioni Messaggero Padova, Libreria Editrice Vaticana, Elledici, Città Nuova, Edizioni Paoline, Cantagalli, Queriniana e Marcianum Press. Ogni libro sarà disponibile per l’acquisto e l’immediato download in due formati: ePub e pdf. Si pagherà, però, una sola volta, a differenza di altri e-store presso i quali occorre pagare per ogni formato. I file, naturalmente, resteranno a disposizione dell’utente-acquirente nella sua area riservata su LibreriadelSanto.it, senza limiti di tempo. Da qui egli potrà farne nuovamente il download ogni volta che lo desidera.
La scelta del doppio formato scaricabile nasce dall’attenzione per teologi, filosofi, letterati, storici, ricercatori, docenti e uomini di studio in genere, che, oltre alla comodità di poter leggere in mobilità su device e-reader, hanno l’esigenza di un testo di riferimento paginato, del tutto fedele alla pubblicazione cartacea, anche per poter citare correttamente l’originale.
In occasione del lancio vengono offerti gratis i primi 100 download dei seguenti titoli delle Edizioni Messaggero Padova: Scritti cattolici. Appunti di un cronista cristiano di Aldo Maria Valli; Nuovi vizi. Italiani allo specchio di Ugo Sartorio; Penultime notizie circa Ieshu/Gesù di Erri De Luca; Dialoghi nel Cortile dei Gentili. Dove laici e cattolici si incontrano di Lorenzo Fazzini; Noi e l’islam. Vent’anni dopo di Paolo Branca
L’iniziativa non è rivolta soltanto al libro. Eliber, infatti, fin dal suo avvio ha voluto includere nel proprio progetto anche la realtà editoriale delle riviste teologiche e di attualità religiosa – in Italia sono assai numerose e con contenuti di estremo interesse –, che hanno purtroppo una circolazione molto limitata. Per ora sono acquistabili «Credere Oggi», «Rivista Liturgica» e«Parole di Vita», sia in formato pdf che ePub: l’intero fascicolo o uno o più articoli al suo interno.

(via SpiritualSeeds)

Religioni e scuola: una proposta bipartisan per il loro insegnamento

Posted by Moreno Migliorati On dicembre - 9 - 2010 1 COMMENT

Nei giorni scorsi la deputata Giovanna Melandri del PD ha presentato una proposta di legge bipartisan (vi hanno infatti aderito anche un paio di deputati dell’attuale maggioranza di governo) per l’introduzione di una nuova materia scolastica denominata “Introduzione alla storia delle religioni”.

La proposta è stata presentata unitamente ai deputati Andrea Sarubbi e Jean Leonard Touadi. ”Conoscere le religioni – ha detto il primo – serve anzitutto per conoscere meglio l’arte, la storia, la filosofia, ma anche per meglio affrontare le domande di senso che ciascuno si pone e per acquisire una piena conoscenza da cittadino di uno stato laico. Le religioni sono il presupposto per conoscere il modo, senza conoscere le religioni, sarà impossibile tenere insieme l’Italia del domami”.  Touadi, dal canto suo, ha spiegato come si tratti di ”uno strumento essenziale per crescere e per decifrare la multiculturalità che caratterizza il nostro tempo”.

Oggi è la stessa Melandri a tornare sull’argomento illustrando in un articolo sul quotidiano Europa il senso della sua proposta. “Perché –si chiede la deputata-  nel momento in cui le nostre scuole si riempiono di bambini provenienti da altre storie e da altre culture, non dotare tutti gli studenti di una nuova materia, che, senza nulla togliere o aggiungere all’Irc, dia loro gli strumenti per comprendere la religione? Prima di tutto come fenomeno antropologico universale e poi come esperienza che si va declinando in modo diverso in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo. Pensare di inserire nei piani didattici l’“Introduzione alle religioni”, vuol dire proprio questo. Vuol dire dare agli studenti la possibilità di cominciare a maneggiare quella grande esperienza umana che le religioni sono state e continuano ad essere nella storia del mondo. Studiarne gli insegnamenti, le espressioni artistiche, la ricchezza liturgica e, soprattutto, gli straordinari testi di riferimento”.
La proposta si scontrerà senza dubbio con i tagli cui va oggetto attualmente la scuola italiana (anche se non sarà certo l’unico ostacolo che incontrerà sul suo cammino) ma merita di essere appoggiata se non altro per le problematiche che solleva e che sono difficilmente eludibili.

(via SpiritualSeeds)

La VERITA’ E IL BENE SENZA PRECAUZIONI

Posted by brunomastro On dicembre - 3 - 2010 ADD COMMENTS

di Bruno Mastroianni

È stato uno spettacolo vedere la rassegna di anticipazioni, chiacchiere, persino mistificazioni delle parole del Pontefice nel libro intervista di Peter Seewald “Luce del mondo”.

Sì perché se qualcuno – anche questa volta – si fosse preoccupato, c’è subito da rasserenarsi: tutto è andato secondo i piani. Ormai dovremmo essere profondamente consapevoli di qual’è lo stile di Benedetto XVI: parlare della verità in modo semplice, così com’è, con la sicurezza che dalla verità non ci si può che attendere cose buone.

È vero si è partiti con un fuorviante focus sul preservativo, con idee curiose sulle dimissioni e con polemiche sul tema dell’omosessualità, ma alla fine tutto questo bailamme ha avuto l’effetto di aumentare il desiderio di sfogliare il libro. Non è solo curiosità (quella è stata abbondantemente saziata dai media) è l’attrazione irresistibile che produce chi, in giorni così vaporosi, è ancora capace di parlare delle cose che veramente contano.

Ed ecco il punto: non appena ci si cimenta nella lettura si entra in un mondo fatto di intelligenza, di garbo, di pace, di rispetto per le persone e amore per il bene. Un mondo in cui «il semplice è il vero, ed il vero è semplice» come si legge nel testo.

È la via che Ratzinger traccia per uscire dalle pieghe ingarbugliate del politically correct in cui tutto sbiadisce. È la strada cristiana per contrastare il male: un invito, senza precauzioni, ad assaporare il gusto irresistibile di ciò che è buono e vero.

SANT’ALEXANDER NEVSKY: VITA E SPIRITUALITA’

Posted by Daniela Asaro Romanoff On dicembre - 3 - 2010 ADD COMMENTS

di Daniela Asaro Romanoff

Nella Terra Russa la spiritualità non veniva vissuta intensamente solo nei Monasteri, ma permeava la società in tutte i suoi aspetti, in tutte le sue espressioni. Per cui non dobbiamo meravigliarci se un grande condottiero, un politico agì con tanta onestà ed amore per la sua Patria, da essere proclamato Santo dalla Chiesa Ortodossa Russa.

Alexander Nevsky è un gigante della Fede e della Storia russa. Analizzando la sua vita possiamo ben capire come l’equazione preghiera = azione, interpretata da quest’ uomo, abbia avuto splendidi esiti. Quindi, in questa rubrica, non possiamo prescindere da una figura così eccezionale, al quale il devoto popolo russo dedicò tante Chiese e Monasteri.

Alexander trascorse i primissimi anni di vita a Pereaslav, dove era nato il 30 maggio 1220. Pereaslav era una tranquilla cittadina adagiata sulle rive di un lago, circondata da prati e boschi. Su una collina, vicino alla città c’era un Monastero, dove i suoi religiosissimi parenti si recavano spesso, portando con loro il piccolo Alexander, che era figlio del Principe Yaroslav, ma soprattutto era figlio di Dio.

Quando suo padre fu eletto Principe di Novgorod, Alexander aveva tre anni. Come abbiamo già detto, in Terra Russa, la religiosità era insita anche in coloro che avevano l’incarico di governare. Tre volte alla settimana, nella Cattedrale di Santa Sofia, si riuniva il Consiglio dei Boiari di Novgorod.

Nella particolarissima Repubblica di Novgorod, che aveva scelto di venir governata dai Principi di Vladinmir e Kiev, c’erano tantissime tensioni.

Il Principe Yaroslav volle che il figlio lo accompagnasse a tutte le riunioni. Sin dalla più tenera età il piccolo Alexander assistette a violente discussioni e capì che sul suo Paese incombevano gravi minacce, comprese, quindi, che anche lui aveva dei doveri ben precisi nei confronti dei cittadini.

La sua spiritualità si rafforzò, e, asieme agli elementi prioritari dell’Educazione, che veniva impartita a tutti i ragazzini, come abbiamo precisato in una precedente parte di questa rubrica, iniziò a conoscere l’Antico ed il Nuovo Testamento.

Yaroslav iniziò ad assentarsi sempre più spesso da Novgorod. A nove anni Alexander rimase in città con il suo fratello maggiore Theodor. I due ragazzi erano sorvegliati da persone di fiducia, ma la solitudine ed il distacco dal padre che, disgustato da quanto accadeva a Novgorod, preferì andare a vivere altrove, furono fardelli pesanti da portare.

Il fratello maggiore Theodor morì prematuramente, e quando suo padre succedette, nel 1236, al Principe di Kiev, divenendo il governatore di tutti i territori russi, gravò sul giovanissimo Alexander un arduo compito. Dovette occuparsi di un difficilissimo e particolarissimo incarico: la Repubblica di Novgorod.

Per sedici anni fu fedele alla sua missione.

Nel 1238 l’invasione mongola, nel nord della Russia, fu miracolosamente fermata e le orde barbariche ritornarono nella steppa.

Era appena adolescente Alexander, e si ritrovò con responsabilità assai onerose, accettò la volontà di Dio e promise di offrire la sua vita per il bene comune.

Capì subito che doveva combattere i separatismi e dare più forza ai legami con il potere centrale. L’egemonia economica dei Boiari, i proprietari di immensi territori, era opprimente, creava tanta ricchezza per pochi e tanta povertà per molti.

Alexander abolì molti privilegi dei Boiari, come, ad esempio, il tributo del tutto immotivato, da loro richiesto per il commercio delle pellicce.

Quanto gli stava più a cuore era difendere non solo il patrimonio materiale del suo Paese, ma soprattutto quello spirituale.

Il suo nome viene tuttora ricordato per la sua grande religiosità e le memorabili vittoriose resistenze contro gli invasori Svedesi e i cavalieri Teutonici e Lituani.

Quando divenne principe di tutta la Terra russa, si adoperò per stabilire, con buon senso, un modus vivendi con i capi dei Mongoli. La sua prima vittoria, riportata contro gli Svedesi, sulle rive della Neva, gli valse il titolo di Nevsky.

Prima di affrontare la battaglia, che lo affidò alla storia, Alexander, non ancora ventenne, pregò a lungo nella Chiesa di Santa Sofia, affinché il Signore gli desse il dono della saggezza.

Alla morte del padre Yaroslav, che fu avvelenato, come abbiamo già accennato, Alexander divenne Principe di tutte le terre della Rus’: Vladimir, Kiev e Novgorod.

Nel 1253, a Pskov, respinse un nuovo attacco dei cavalieri Teutonici, indubbiamente i nemici più subdoli ed insidiosi.

Alexander spese tutta la sua vita al servizio del popolo e della Chiesa russa.

Al ritorno da un viaggio a Sarai, per consolidare il rapporto con i Mongoli, morì nel Monastero della cittadina di Gorodets, era il 14 novembre 1263.

Nell’elogio funebre, il suo Padre spirituale, il metropolita Cyrill, disse:”Non ci sarà Principe più grande di te, figliolo mio, in Terra Russa.”

Il 23 novembre accadde un fatto straordinario. Quando il corpo di Alexander fu deposto nella Cripta del Monastero della Natività, a Vladimir, il Metropolita Cyrill ed il suo collaboratore Sebastian presero la mano di Alexander, un rituale che assicurava l’assoluzione plenaria. Il Santo Principe, come fosse stato un uomo vivente, strinse la mano del suo Padre spirituale.

Alexander Nevsky fu canonizzato dalla Chiesa Ortodossa Russa nel 1547.

Pietro il Grande desiderò che le sue Reliquie fossero trasferite nella nuova capitale, San Pietroburgo, dove si trovano tuttora nel Monastero che porta il suo nome. Il Monastero fu fondato da Pietro I nel 1710, proprio allo scopo di ospitare le Reliquie del Santo.

Riportiamo ora due brevi preghiere russe, tramite le quali i devoti si rivolgono a Sant’Alexander Nevsky.

Il Kontakion (in greco: κοντάκιον) è una forma di inno eseguito nelle Chiese ortodosse orientali. Il vacobolo deriva dalla parola greca kontax (κόνταξ) e può essere interpretato come il il polo, ciò che nella preghiera ha fondamentale importanza . Il termine richiama l’attenzione sul modo in cui vanno lette le parole su una pergamena. Il Kontakion è stato originariamente utilizzato per descrivere una precoce forma poetica bizantina, le cui origini risalgono sicuramente al 6 ° secolo d C, e forse anche prima.


Vi onoriamo come la più radiosa stella spirituale,
che sale da est, scendendo a ovest.
Come si arricchisce il popolo russo con le vostre buone opere e i vostri miracoli.
Illuminate ora chi Vi ricorda con fede, o Beato Alexander.
Oggi, mentre celebriamo il vostro sonno, Vi chiediamo di supplicare il Signore affinché Egli possa rafforzare i suoi servi, che sono nella sofferenza, e possa salvare tutti i cristiani.

Troparion (anche tropar; tropari plurale) è un tipo di inno in musica bizantina, nella Chiesa ortodossa e nelle altre chiese cristiane orientali. Si tratta di un breve inno di una stanza, o una di una serie di strofe, questo può portare la connotazione ulteriore di un inno interpolato tra i versi di un Salmo.

Cristo si rivela, o Benedetto Alexander,
attraverso un nuovo lavoratore e le sue gloriose meraviglie; Voi siete un uomo e un principe ben gradito a Dio e un tesoro divino della terra russa.
Oggi ci siamo riuniti nella fede e nell’amore
per glorificare il Signore ricordandoVi con gioia. Egli Vi ha concesso la grazia di operare guarigioni, pertanto intercedete per noi affinché il Signore rafforzi i suoi figli sofferenti e salvi i cristiani.

Daniela Asaro Romanoff

Fiere e Angeli

Esiste il male e ci porta alla paralisi, come dicevamo domenica scorsa. Esiste ed agisce continuamente nelle nostre vite.
Siamo liberi ed è impegnativo scegliere la parte luminosa della realtà, quella che proviene da Dio

Metanoia

Chi siamo, dove andiamo,chi vogliamo servire,cosa e chi vogliamo edificare? Quaresima 2012. Combattimento e riflessione intensa per capire la volonta’ di Dio.

Religione e benessere

di Moreno Migliorati.Le persone molto religiose hanno livelli di benessere più elevati rispetto a quelle moderatamente religiosesono affatto: é il risultato di uno studio effettuato dalla nota agenzia Gallup.

Quaresima: la Custodia dell’altro

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri»: sono le prime parole della frase di san Paolo che Benedetto XVI pone come chiave del suo Messaggio per la Quaresima

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