Thursday, 23 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

Effetto boomerang per “Vieni via con me”

Posted by michelangelo On novembre - 30 - 2010 6 COMMENTS

di Michelangelo Nasca

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei! La saggezza popolare impone un severo monito a chi – troppo facile agli entusiasmi di massa – si lascia attraversare dai tornado televisivi, sempre più spesso affidati alle intuizioni personali dell’istrionico conduttore di turno, sicuro solo di se stesso e del proprio incontrovertibile giudizio. L’ultima trasmissione televisiva “Vieni via con me”, condotta dal simpatico Fabio Fazio e dal coraggioso scrittore Roberto Saviano è l’esempio più eclatante di una tipologia di informazione personalistica e non sempre obiettiva circa i temi che riguardano la vita.

L’aver voluto imporre un veto alle associazioni “pro life” rispetto a quanto è stato sostenuto in trasmissione sui casi Englaro e Welby non ci sembra corretto, visto che la televisione è uno strumento pubblico e per tanto chiamato a rispettare il pensiero di tutti.

Davvero bella la lettera che il giornalista Antonio Socci (che vive accanto alla figlia Caterina in coma per un improvviso arresto cardiaco) rivolge a Roberto Saviano: ‘Caro Roberto, vieni via con me e lascia i tristi a friggere nel loro odio. Questo è un invito pieno di stima: vieni a trovare mia figlia Caterina. […] Vieni senza telecamere, ma con il cuore e con la testa con cui hai scritto “Gomorra”, lasciandoti alle spalle i fetori dell’odiologia comunista (a cui tu non appartieni) che si respira in certi programmi tv. […] Vieni a guardare negli occhi mia figlia venticinquenne che sta coraggiosamente lottando contro un Nemico forse più tremendo di quei quattro squallidi buzzurri che sono i camorristi. Lei non si arrende all’orrore, come non ci si arrende alla camorra. Vieni a vedere il suo eroismo e quello di tanti altri come lei, che – come dice Mario Melazzini, rappresentante di molti malati di Sla – sono silenziati dal regime mediatico del “politically correct” nel quale tu, purtroppo, hai accettato di diventare una stella. Vieni. Vedrai gli occhi di Caterina, ben diversi da quelli arroganti e pieni di disprezzo delle mezzecalzette o dei tromboni che civettano nei salotti intellettuali e giornalistici’.

Vista la risolutezza del conduttore Fabio Fazio e degli altri autori di “Vieni via con me”, tante altre trasmissioni televisive hanno deciso di dare voce alle Associazioni “pro live” messe al bando da Rai Tre, scatenando un inaspettato effetto “boomerang” per la trasmissione di Fazio e compagni.

Il non voler concedere, con superbia ostinazione, lo spazio richiesto dalle associazioni per la vita (giusto quei cinque minuti televisivi di replica) ha inaspettatamente aperto altre strade ai malati e alle loro famiglie che lottano quotidianamente per la vita e per cure più adeguate, rifiutando l’eutanasia come antidoto alla sofferenza.

Prima riunione nazionale degli Animatori della Comunicazione e della Cultura.

Posted by Matteo Maria Giordano On novembre - 29 - 2010 2 COMMENTS

É stata fissata per sabato 11 dicembre a partire dalle ore 10 presso l’Hotel Nova Domus di Roma, la prima riunione nazionale degli Animatori della Comunicazione e della Cultura.

L’incontro è stato voluto ed organizzato dal comitato promotore della costituenda Associazione Nazionale degli Animatori della Comunicazione e della Cultura, che vedrà i suoi natali proprio in tale occasione.

Ci sono ancora una decina di posti disponibili, perciò chiunque desiderasse partecipare all’evento può contattarci al seguente indirizzo email: animatori.cs@gmail.com.

Vi aspettiamo!!!

Da domani e Bergamo il turismo religioso in fiera

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 29 - 2010 ADD COMMENTS

Prenderà il via domani a Bergamo la prima edizione de «Il Cammino dello Spirito – Luoghi e Percorsi». Si tratta di una nuova manifestazione fieristica dedicata al turismo religioso e ai pellegrinaggi e che gode tra l’altro del benestare dell’Ufficio Nazionale del Turismo, Sport e Tempo Libero della Conferenza Episcopale Italiana e del Segretariato Pellegrinaggi Italiani.

Si tratta al momento dell’unica manifestazione a livello nazionale ideata per diventare un punto di incontro e confronto tra le “imprese” e gli esperti del settore. Obiettivo della manifestazione, infatti, è quello di offrire proposte sempre più rispondenti alle attese di turisti e di pellegrini garantendo il giusto valore, a livello culturale, sociale, economico e strutturale, a una tipologia di turismo considerata, a torto, “minore”.

La manifestazione fieristica è indirizzata agli operatori interessati ai siti storici, ai percorsi e ai cammini di fede, ai luoghi di culto e alle destinazioni religiose. È costruita su una formula che comprende un’area espositiva e un’area workshop, che permettere un incontro diretto tra chi mette a disposizione e chi richiede servizi di turismo religioso.
La manifestazione, che si rivolge a incaricati diocesani, tour operator, agenzie di viaggi, animatori parrocchiali, ospita organizzatori di pellegrinaggi, agenzie di viaggi specializzate, centri religiosi di accoglienza, responsabili luoghi di culto e di case-vacanza, associazioni religiose, movimenti ecclesiali e musei diocesani. Da segnalare in particolare il convegno “Verso Gerusalemme…oltre Gerusalemme. Alla ricerca di nuove mappe” che si svolgerà  mercoledì 1 dicembre e che vedrà la partecipazione di rappresentanti della cultura e delle religioni cristiana, islamica ed ebraica.

(via SpiritualSeeds)

Calligrafia e spiritualità: l’Oriente in mostra a Milano

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 26 - 2010 ADD COMMENTS

Sutra buddhistimotti confuciani, nomi di divinità shintoiste, mandala di caratteri e mantra, testi taoisti, aforismi zen, preghiere cristiane. Nella storia della calligrafia i temi dello spirito hanno occupato uno spazio rilevante, sia in Cina che in Giappone, rispecchiando la ricchezza delle tradizioni religiose e dei sistemi morali delle grandi culture dell’Estremo Oriente.

La mostra “Lo Spirito e il segno, Calligrafie dell’Estremo Oriente su tema religioso e morale” presentata dall’Associazione culturale Shodo con la collaborazione della  Confederazione Europea di Calligrafia e che aprirà i battenti il prossimo 30 novembre,  ha la particolarità di esporre opere di importanti calligrafi giapponesi, cinesi e coreani, insieme a opere di calligrafi europei e italiani che studiano questa antica e modernissima forma d’arte. Tutti sono stati invitati a realizzare una o più opere appositamente per questa mostra, senza limitazioni di forma, stile o dimensioni, ma attenendosi al tema della spiritualità, nella  declinazione preferita da ciascuno.

Praticata da millenni, la calligrafia (shodō in giapponese, shufa in cinese) ai nostri giorni sta rivelando nuove potenzialità espressive e comunicative, entrando nelle gallerie d’arte e nella grafica come un’arte contemporanea diffusa  a livello internazionale. Rappresenta perciò uno stimolante esempio di contaminazione creativa tra passato e presente, tra Estremo Oriente e mondo occidentale.

La mostra è esposta presso La Casa delle culture del mondo di Milano. In questa sede si svolgerà un denso programma di eventi: le “Giornate della Calligrafia”, organizzate in occasione della mostra da: Associazione culturale Shodo, Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il programma delle “Giornate” include conferenze di approfondimento sulla cultura cinese e giapponese, performance artistiche e teatrali,  laboratori di pratica calligrafica e visite guidate su prenotazione .

Una sezione collaterale della mostra, dedicata allo “Spirito della natura”, sarà allestita dal 1° al 7 dicembre presso l’Associazione Arte Giappone, sempre a Milano.

(via SpiritualSeeds)

Apre a Modena lo “Spazio del sacro”

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 24 - 2010 ADD COMMENTS

Sarà inaugurata sabato 4 dicembre  presso la Galleria Civica di Modena la mostra Lo spazio del sacro.
Organizzata e coprodotta dalla Galleria Civica di Modena, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la collettiva presenterà opere provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private italiane e straniere di alcuni fra gli artisti della scena contemporanea internazionale che hanno maggiormente riflettuto sul tema del sacro: Adel Abdessemed, Giovanni Anselmo, Kader Attia, Paolo Cavinato, Chen Zhen, Vittorio Corsini, Josep Ginestar, Anish Kapoor, Richard Long, Roberto Paci Dalò, Jaume Plensa, Wael Shawky.
Ogni opera occuperà in completa solitudine un ambiente della Galleria, da una parte accentuando il rapporto diretto, esclusivo, intimo che ciascuna di esse instaura con lo spettatore, dall’altra amplificando la propria capacità di entrare in relazione con gli spazi architettonici.
L’idea fondante della mostra risente molto delle parole di Mircea Eliade sul fatto che il sacro, nell’arte contemporanea, “è divenuto irriconoscibile; si è camuffato in forme, propositi e significati che sono apparentemente ‘profani’. Il sacro non è scontato, com’era per esempio nell’arte del Medioevo. Non si riconosce immediatamente e facilmente, perché non è più espresso attraverso il convenzionale linguaggio religioso”. Se queste sono le premesse teoriche relativamente all’arte contemporanea, i saggi di Michele Emmer, Vito Mancuso, Vincenzo Pace e Vincenzo Vitiello guideranno i lettori del catalogo verso una più ampia comprensione dei limiti, dei significati e delle possibilità che la parola ‘sacro’ ancora conserva ai nostri giorni.

“Non di rado – si legge nel testo in catalogo del curatore della mostra Marco Pierini – l’opera d’arte definisce con la sua mera presenza uno spazio di riguardo, inviolabile, sacro nell’accezione che rimanda direttamente all’etimologia della parola: circoscritto, ristretto, separato (…) Ma tale dimensione non è, contrariamente alle apparenze, avulsa dalla vita perché, anzi, alla sua forza attrattiva è quasi impossibile resistere, che sia fondata sull’incanto e la fascinazione oppure sul timore e l’inquietudine dell’ignoto.

(via SpiritualSeeds)

Associazione nazionale degli Animatori

Posted by marilena marino On novembre - 18 - 2010 10 COMMENTS

Carissimi Animatori della Comunicazione e della Cultura,

durante il recente incontro di Camposampiero tra alcuni di noi animatori si è preso coscienza che, agli incontri formativi, è sempre più necessario affiancare uno spazio dove confrontarci e mettere in relazione le nostre diverse esperienze nelle Diocesi in cui operiamo.

Così si è pensato di costituire dapprima una rete e successivamente un’associazione nazionale degli animatori della comunicazione e della cultura che diventi un punto di riferimento per ciascuno di noi, un luogo ideale in cui sia possibile scambiare le nostre esperienze per rendere vivo il Direttorio nei nostri territori e creare sempre più una nuova cultura delle comunicazioni sociali.

Pertanto è stato elaborato un manifesto programmatico di invito all’adesione che vi sottoponiamo.

Siamo certi che possiate accoglierlo positivamente, anzi possiate offrire immediatamente il vostro contributo, scrivendo alla mail animatori.cs@gmail.com nel contempo diffondendo questa iniziativa agli animatori che conoscete non presenti nell’elenco.
Contiamo di organizzare un incontro sabato 11 Dicembre a Roma, i cui dettagli contiamo di definire nei prossimi giorni e che vi saranno comunicati.
Questa proposta è stata presentata a mons. Pompili, con apposita nota nei giorni scorsi.
Al comitato promotore iniziale ma a cui altri via via si stanno aggiungendo, era formato da:

Carmen de Fontes (Reggio Calabria), Antonio Giuseppe di Caro (Caltanisetta), Francesco Fascinato (Treviso), Agostino Lupo (Perugia-Città della Pieve), Terzilio Mancinelli (Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino), Matteo Maria Giordano (Concordia-Pordenone), Pia Pezza (Napoli), Marilena Marino (Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino), Pierpaolo Ruello (Messina – Lipari – S. Lucia del M.) e Antonio Tavilla (Messina – Lipari – S. Lucia del M.),

Chiunque lo desideri può inserirsi nel comitato promotore, anzi siamo desiderosi che altri si uniscano.

Un fraterno abbraccio

Per eventuali contatti telefonici potrete chiamare:
Matteo Maria Giordano 3397218918
Marilena Marino 3272913391
Antonio Tavilla 3389481573

Vorrei poterti amare come ti ama Dio!

Posted by michelangelo On novembre - 15 - 2010 ADD COMMENTS

di Michelangelo Nasca

Due persone che si amano davvero possono, anzi devono chiedersi: “perché stiamo insieme?”. Non è una domanda retorica e la risposta per niente scontata! Cercare di comprendere le motivazioni e le ragioni che tengono unite due persone innamorate non è poi un’idea così tanto assurda!
La possibilità di inoltrarsi seriamente nella profondità del proprio rapporto, per cercare di comprendere il mistero dell’amore che unisce un uomo e una donna, è una cosa buona e un atto di grande responsabilità. Un tale argomento merita, dunque, il massimo della nostra attenzione; è davvero necessario creare, oggi, momenti di ascolto per aiutare i giovani a conoscere meglio il dono d’amore che Dio riserva alla coppia. A tal proposito mi permetto di osservare l’urgenza di dover (e soprattutto “saper”) offrire nei corsi prematrimoniali una maggiore competenza riguardo al tema dell’amore coniugale. Il Matrimonio non è “bacini, bacetti”, “due cuori e una capanna”, “i fiori e l’abito della sposa” …!!! C’è una sostanza “sacramentale” che le nostre giovani coppie non sanno più riconoscere… perché, purtroppo, nessuno gliene parla più!!!

Parlare d’amore a due ragazzi significa aiutarli a saper riconoscere in Dio la sorgente del loro volersi bene, della loro umanità e unità. Uno splendido testo del cantautore Claudio Chieffo recita: “Io (è lo sposo a parlare alla sposa, ndr) vorrei volerti bene come ti ama Dio, con la stessa passione, con la stessa forza con la stessa verità che non ho io”!
Amare “lui” come lo ama Dio! Amare “lei” come la ama Dio! Da questo particolare – del tutto irrilevante per la cultura moderna, abituata al consumismo che definirei “antropologico” – possiamo comprendere la posta che c’è in gioco quando due persone scelgono di amarsi.

Facciamo adesso un ulteriore passo in avanti e proviamo a chiederci: Perché la Chiesa dice di “No” ai rapporti prematrimoniali?
Di per sé la formulazione più corretta suonerebbe così: Perché la Chiesa dice di “Sì” all’amore sacramentale?
Non si tratta di un semplice gioco di parole, è piuttosto un chiaro riferimento alle priorità che intendiamo dare a tale confronto. Il Matrimonio, infatti, non può essere considerato “un atto formale” in cui due persone dichiarano il loro amore reciproco davanti a Dio e basta! Il Matrimonio è un sacramento, è uno spingersi verso Dio attraverso l’amore reciproco di due persone.

La Chiesa dice “no” ai rapporti prematrimoniali non per limitare o impedire qualcosa di bello che (non dimentichiamolo) è dentro la creazione stessa di Dio, ma per CUSTODIRE le due persone che si amano. La sessualità è una grande potenzialità dell’amore, essa deve condurre la coppia al DONO di se stessi fino alla FECONDITA’. Questo dono reciproco di se stessi, nell’atto specifico dell’amore coniugale, è un dono che Dio ha pensato di offrirci proprio nel giorno del nostro matrimonio, in cui il “Sì” dell’amato e dell’amata diventano un unico “Sì” rivolto a Dio.

La vera sessualità (dono di sé all’altro e fecondità) va, così, lentamente educata perché dietro la giustificazione del sentimento e dell’emozione forte si può nascondere l’egoismo o un dono di sé ancora parziale ed imperfetto. C’è una integrità una “verginità” (nell’uomo e nella donna) che ha bisogno di essere compresa e rispettata. Ecco la necessità di tale attesa!

Una volta non era così, ma oggi molti giovani hanno paura di stringere legami duraturi con la persona della quale si sono innamorati. Non sembrano molto disposti a pronunciare seriamente quella particolare ed intramontabile espressione che fa dire l’uno all’altra: “Ti amerò per sempre”. I problemi della nostra società, la difficoltà di trovare un lavoro dignitoso e duraturo, la drammatica esperienza del divorzio vissuta da alcuni dei loro genitori, hanno in qualche modo scoraggiato i nostri giovani a compiere scelte decisive e definitive come quella del matrimonio. Si preferisce allora fare esperienze d’amore a breve termine e libere da ulteriori responsabilità.

L’amore, però, (quando è vissuto seriamente) è per sempre! Dire io ti amerò per sempre significa non essere in grado di misurare il tempo se non con termini di “eternità”. Ma può l’uomo spingersi a tanto, così da promettere addirittura un amore eterno? L’eternità non è forse l’essenza stessa di Dio?
E se io fossi cristiano perché il mio cuore – anche se non sempre me ne rendo conto – è il luogo dove è custodita (come in uno scrigno) una preziosa promessa? Una promessa che dice all’uomo: tu non morirai mai!

I nostri ragionamenti possono affermare la non esistenza di Dio, non è così però per il nostro cuore che “vede” la concretezza, la carne di quella promessa e non può tradirla anche con il più fine dei nostri ragionamenti! Dire ad un’altra persona “io ti amo” è come dire che lei per te ha un valore eterno, significa dire all’amata: tu non morirai mai! Quando ci si innamora non siamo soliti fare tanti calcoli, non ti fermi a misurare la tua capacità d’amore verso l’altra persona, anzi accade tutto il contrario! Accade cioè che quando ti innamori il tuo cuore è talmente carico di gioia che tutta la felicità accumulata in un solo istante trascorso con colei o colui che ami trabocca come un torrente in piena. Chi potrà fermare la forza di quell’amore e la speranza in esso contenuta? (Purtroppo te stesso, nel momento in cui produrrai mille ragionamenti per giustificare il fatto che hai deciso di non amare più!).

A Dio interessi TU!!! A Dio interessa tutto di te, persino il tuo corpo e il corpo di colei che ami di più al mondo. Il tuo corpo è sacro, è un tempio capace di accogliere un altro corpo (quello della moglie o del marito) ma soprattutto è stato fatto per accogliere il Corpo eucaristico di Cristo!

Nasce oggi a Brescia la prima Accademia Cattolica in Italia

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 15 - 2010 ADD COMMENTS

“L’iniziativa  nasce dal desiderio di aprire uno spazio di riflessione con i giovani ricercatori sul rapporto fra cultura di ispirazione cristiana e cultura cosiddetta laica. Non vogliamo fare solo conferenza pubbliche, che pure ci saranno, ma seminari con giovani dottori, dottorandi e laureati per dar loro modo di confrontarsi con docenti universitari di fama anche internazionale, sul rapporto tra le religioni e la società attuale”: a parlare è don Giacomo Canobbio e l’iniziativa in oggetto è unica nel suo genere, almeno in Italia. Si tratta della Accademia Cattolica di Brescia, nata sul modello di quelle tedesche, in particolare di quella d Monaco di Baviera e di cui lo stesso Canobbio è direttore scientifico.
Fortemente voluta dal vescovo della diocesi lombarda Luciano Monari, l’Accademia verrà tenuta a battesimo oggi con una lectio magistralis sul tema “Fede e cultura. Dalla separazione al dialogo” che sarà tenuta dallo stesso Monari. L’Accademia nasce dal presupposto che nei Paesi occidentali si sta profilando una trasformazione epocale, nella quale l’incontro tra le religioni gioca un luogo determinante per la costruzione di una convivenza pacifica tra culture diverse. “Di fatto in Europa ci sono molte religioni: solo in Italia sono almeno tre –ha dichiarato ancora don Canobbio- il cristianesimo e in particolare il cattolicesimo, l’ebraismo e l’islam. Vogliamo capire cosa avviene in alcuni Paesi emblematici, e cioé Canada, Usa, Francia, Italia e Germania, sul fronte della convivenza e dell’integrazione”.
Quanto ai temi, il prossimo triennio sarà focalizzato su «Religioni e convivenza civile». Per il 2010-2011 verrà dato spazio ai rapporti fra le religioni monoteiste, a esperienze maturate in Paesi occidentali e ai problemi posti in Italia dai flussi migratori. Per il 2011-2012 è previsto un  focus sulla riflessione di filosofi e teologi, nel 2012-2013 sul «modello di convivenza plausibile» per l’Italia.

(via SpiritualSeeds)

Maria di Nazareth:Donna ribelle e splendida Madre

Posted by marilena marino On novembre - 11 - 2010 ADD COMMENTS

Guido Chiesa, Regista del film Io Sono Con Te:

Galilea, duemila anni fa. In una terra sottoposta al giogo coloniale dei romani e alle angherie di re Erode, in cui le ribellioni sono all’ordine del giorno, e il richiamo alla violenza e alla vendetta, è come un’epidemia, una giovane ragazza, Maria, viene promessa in sposa a Giuseppe, un vedovo con due figli, abitante nel villaggio di Nazareth. La ragazza è cresciuta secondo l’amore e il rispetto verso i più piccoli, è sensibile alle ingiustizie del mondo patriarcale che la circonda e insofferente alle rigide regole imposte dal capo della famiglia del marito. Ma soprattutto, quando darà alla luce suo figlio Gesù, Maria si troverà di fronte a una serie di scelte che la trasformeranno, a volte e suo malgrado, in pietra dello scandalo. In quel momento avrà inizio un nuovo corso nella storia dell’uomo.

Galilea, duemila anni fa. In una terra sottoposta al giogo coloniale dei romani e alle angherie di re Erode, in cui le ribellioni sono all’ordine del giorno, e il richiamo alla violenza e alla vendetta, è come un’epidemia, una giovane ragazza, Maria, viene promessa in sposa a Giuseppe, un vedovo con due figli, abitante nel villaggio di Nazareth. La ragazza è cresciuta secondo l’amore e il rispetto verso i più piccoli, è sensibile alle ingiustizie del mondo patriarcale che la circonda e insofferente alle rigide regole imposte dal capo della famiglia del marito. Ma soprattutto, quando darà alla luce suo figlio Gesù, Maria si troverà di fronte a una serie di scelte che la trasformeranno, a volte e suo malgrado, in pietra dello scandalo. In quel momento avrà inizio un nuovo corso nella storia dell’uomo.

Dopo il documentario Le pere di Adamo, Guido Chiesa non sceglie Eva, ma sempre una “prima donna”:  Maria di Nazareth. Tuttavia, in tutti i 102’ del film in concorso al quinto festival di Roma, non ne esalta la grazie ultraterrena, bensì racconta la sua terragna quotidianità, piena di grazia, amore e fiducia. Interpretata dalla teneramente assertiva Nadia Khlifi, con un sorriso che può tutto (adulta è Rabeb Srairi), questa Maria trae ispirazione dalle idee di Maeve Corbo (non sappiamo chi sia: 3 risultati in Google, tutti del film) e combina la lettera dei Vangeli canonici, in particolare quello di Luca, alle tradizione apocrifa (Giuseppe è vedovo con figli) e all’invenzione e ricerca degli sceneggiatori Chiesa, Nicoletta Micheli e Filippo Kalomenidis. Dal concepimento di Gesù alla visita di Maria alla cugina Elisabetta e Zaccaria, dalla nascita del bambino – che Maria allatta nonostante fosse considerato impuro – all’incontro con i Magi, fino alla scomparsa del 12enne Gesù, Io sono con te tallona sensibile ed empatico questa donna straordinariamente ordinaria, di cui ripercorre le orme umane prima che storiche e religiose nelle campagne tunisine (le montagne desertiche di Mattata e le verdi colline di El Kef) e nel loro dialetto, discendente del semitico di duemilaedieci anni fa. Riuscito perchè capace di essere insolito su una materia solita, il film non fa di Maria un simbolo della contemporaneità femminista e/o delle pari opportunità, con l’occhietto strizzato: piuttosto, la donna ripercorre la “pratica di vita” del Cristo di Nietzsche, reagendo al mondo circostante nei fatti, appunto, nella vita di ogni giorno. Ai suoi occhi, la circoncisione è la prima goccia del sangue versato dalla violenza del mondo, il sessismo “fondamentalizzato” dall’Ebraismo un capestro perfino belluino, la tradizione spesso annichilimento della spontaneità, della libertà di essere donna (e anche uomo, vedi la conversione suscitata in Zaccaria). Insomma, Maria, questa Maria, è una rivoluzionaria di professione, ma la professione – sperabilmente – di ogni essere umano: essere tale. E’ questo il punto di partenza, lo sviluppo e l’approdo di Io sono con te, con io e te riferibili anche alla stessa persona: la congruenza è quella di chi, come lei, sa essere in contatto con la propria autentica essenza, le proprie emozioni, le proprie convinzioni. Da questa piattaforma, si può ergere un “inaudito” sovvertimento. Solo apparentemente, Maria impugna la legge umana contro quella divina, perché in realtà è il contrario: la sua legge umana sa incontrare il divino – se non farsi divina – mentre la Legge dimostra articoli, codici e codicilli crudelmente e ottusamente immanenti, ovvero sessisti, fondamentalisti, retrogradi, pervertiti dal potere o, semplicemente, idioti.Costruito intenzionalmente e, crediamo, verosimilmente su colori e toni peculiari a un film sudamericano piuttosto che al corpus filmografico della natività e della vita di Gesù, Io sono con te sta attaccato ai personaggi, per cui utilizza in larga parte attori locali tunisini, professionisti e non, tra cui, dicevamo, spicca l’ottima Nadia Khifli, mentre Giuseppe è Mustapha Benstiti (bravo nel tenersi sempre uno o due passi indietro) e il fratello “pater familias” di questi, Mardocheo, una consolidata conoscenza del nostro cinema, Ahmed Hafiene. Purtroppo, non è l’unico: nel cast, anche Carlo Cecchi nei panni di Erode e, tra i Sapienti, Giorgio Colangeli, Fabrizio Gifuni e pure Jerzy Sthur. La loro presenza porta con sé l’unico macroscopico problema del film: se quella di Erode è una pappardella greca che ci saremmo volentieri risparmiati, poiché nulla aggiunge alla comune enciclopedia, l’intervento dei Magi, anche questo in lingua greca (asincrona al labiale…), è cinematograficamente contrario alla sapienza di cui dovrebbero essere depositari. Una presenza non grata, forzosa ed estranea alla drammaturgia e al senso stesso del film, di cui finisce per stigmatizzare l’appartenenza: il cinema italiano ha bisogno sempre e comunque di attori italiani – e quel che vi sta dietro… – per essere tale e, quindi, farsi del male? Maria prega per noi peccatori…

Al via a Terni la sesta edizione del Festival Popoli e Religioni

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 8 - 2010 ADD COMMENTS

Ha preso il via a Terni la sesta edizione dell’ Umbria International Film Fest Popoli e Religioni, che si concluderà il prossimo14 novembre.
L’iniziativa intende fornire opportunità di dialogo interreligioso attraverso il cinema e creare un’ulteriore occasione di approfondimento dello specifico linguaggio della settima arte. Anche attraverso l’arte cinematografica, infatti, si può capire che i credenti di religioni diverse possono convivere, non solo tollerandosi, ma stimandosi a vicenda.
Tanti gli appuntamenti da ricordare e che chiameranno a raccolta gli appassionati di cinema e non solo. Anteprime, incontri con registi, attori e scrittori, performance e dibattiti accompagneranno il festival che si svolgerà tra il Caos, il Cenacolo San Marco, il teatro Don Bosco e i Musei Diocesani.
Particolare attenzione verrà posta quest’anno al tema dell’ambiente e, in particolare, dell’acqua. E infatti uno degli appuntamenti più attesi è la presentazione in anteprima mondiale del documentario The earth our home, diretto da Vittorio Giacci e Pierpaolo Saporito, scritto da Vincenzo Cerami, che sarà presente alla proiezione.

“È stata un’iniziativa nata quasi per caso e in maniera artigianale – ricorda mons. Vincenzo Paglia, vescovo della diocesi umbra, che ne è stato l’ideatore -, ma ora siamo di fronte a un festival che ha un suo spazio e che è dimostrazione che anche l’arte deve essere chiamata all’appello in merito al confronto tra popoli. Guardare e vedere le diversità è l’unico modo per stabilire dialogo e comprensione; l’arte contribuisce all’anelito religioso e tira fuori dalle banalizzazioni, ha la capacità di scendere nella dimensione profonda della vita e delle culture del mondo, favorendo il dialogo e aiutando a superare i conflitti che nascono sempre dall’ignoranza dell’altro”.

(via SpiritualSeeds)

IL WEB COME CORTILE VIRTUALE per incontrare i giovani…Corso

Posted by marilena marino On novembre - 7 - 2010 ADD COMMENTS
Seminari Web 2010-2011
Prossimo seminario in programma
» Il web come “cortile virtuale” per incontrare i giovani
(dal 10 novembre al 9 dicembre 2010)
Dott. Patrizio Righero, direttore ufficio comunicazioni sociali diocesi di Pinerolo
In collaborazione con FOI e Copercom

Per informazioni scrivi a info@webcattolici.it

Programma – vers. per la stampa / Programma – vers. per il web

Descrizione Facebook, badoo, twitter… e chi più ne ha più ne metta. Il web è in rapida evoluzione e sempre più si connota come spazio di espressione libera e incontrollata. I social network hanno modificato profondamente, soprattutto nei giovani, il modo di relazionarsi con gli altri e con il mondo. In questa fitta rete virtuale c’è spazio per un accompagnamento spirituale? È possibile una web-pastorale? In che modo?
Questo corso on-line si pone l’obiettivo di fornire alcuni strumenti per entrare, in punta di piedi ma con efficacia, in questo mondo che, a modo suo, chiede di essere evangelizzato e illuminato dalla Parola.
DestinatariGli operatori della pastorale giovanile che già operano attivamente negli oratori, nei gruppi giovani, nelle associazioni e nei movimenti. Insegnanti, in particolare gli IRC delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Tempi (le date potrebbero subire variazioni)

Diretta di apertura: 10 novembre

Diretta di chiusura: 9 dicembre

Eventuale diretta intermedia: 25 novembre

Contenuti
Comunicazione nel mondo giovanileLa comunicazione degli adolescenti e dei giovani: alcuni tratti caratteristici.
L’uso che gli adolescenti e i giovani fanno del web e del web 2.0 in particolare.
Come influisce il web 2.0 sul linguaggio giovanile?
Identità e relazioni Web 2.0 e determinazione del sé.
Le relazioni nell’era della “società liquida”.
Relazioni interpersonali e solitudine.
Educare all’uso del webLa gestione del tempo.
La dimensione corporea.
Le patologie.
Educare adolescenti e giovani attraverso il web 2.0. Come è possibile?Uno strumento per proseguire e approfondire le relazioni (mantenere il contatto, tematizzare relazioni, spazio di confidenza).
Valore aggiunto nella pastorale sul campo.
Il cortile virtuale, ovvero i “remoti”
- gettare la rete
- intessere relazioni significative
- saper ascoltare
- intervenire: quando e come?
- e i consigli?
Quali educatori nell’era crossmediale: attitudini, conoscenze, competenze.
Il Web delle pari opportunitàSocial network e disabilità.
La leggerezza del web.
Relazioni e corporeità.
Quali contenuti nell’era crossmediale.E il Vangelo?
Uno spazio per il kerigma? L’annuncio gioioso.
Bibbia e web
Le questioni etiche
Pregare on line. Si può? E come?

Lezione conclusiva.

Revisione e verifica dei lavori svolti.
Questioni aperte, difficoltà emerse.

E-tivityIl corso prevede lo svolgimento di tre e-tivity (esercitazioni dei partecipanti).

Tutor Massimo Cicconi
Giorgio Spinosa

Più religiosità più benessere: lo dice una ricerca americana

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 5 - 2010 ADD COMMENTS

Il rapporto tra la religiosità e il benessere individuale è stato l’oggetto di un recente sondaggio che la Gallup ha realizzato negli Stati Uniti d’America nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Quello che è emerso è che esiste una stretta correlazione tra i due fattori nella vita degli individui: ad un maggiore tasso di religiosità corrisponderebbe un maggiore tasso di benessere individuale. Ai fini del sondaggio, la popolazione statunitense è stata suddivisa in tre macroaree: i molto religiosi, i non religiosi e i moderatamente religiosi. Al primo segmento appartengono coloro che dichiarano di frequentare con regolarità un luogo di culto almeno una volta la settimana e comprende il 43,7% della popolazione adulta. I non religiosi, al contrario, sono coloro che dichiarano che la religione non è un fattore importante della propria esistenza e non frequentano pressoché mai luoghi di culto. Si dichiara tale il 29,7% della popolazione adulta. I moderatamente religiosi, infine, rappresentano il 26,6% della popolazione adulta.
La differenza del benessere percepito individualmente, notano gli autori della ricerca, è altamente significativa, anche se è difficile individuarne le cause. Il rapporto causa – effetto potrebbe anche essere invertito: è cioè possibile che individui che godono di maggior benessere possano essere spinti a dare più importanza alla religiosità nella propria esistenza. Quello che è certo è che comunque la religiosità incrementa l’interazione sociale e spinge verso stili di vita in grado di ridurre lo stress, tutti fattori che hanno ovviamente ricadute positive sul livello di benessere. Senza contare che la religione è in grado di fornire meccanismi ed anticorpi in grado di far fronte ai problemi e alle sconfitte della vita.

(via SpiritualSeeds)

“Fratellanza e collaborazione nella nostra società”: è questo il titolo di un documento congiunto promosso dai giovani musulmani della Coreis (Comunità religiosa islamica) italiana e i giovani ebrei dell’Ugei (Unione giovani ebrei d’Italia), in occasione dell’iniziativa internazionale Weekend di Gemellaggio tra Moschee e Sinagoghe, promossa dalla Foundation for Ethnic Understanding di New York in collaborazione con il World Jewish Congress. “Si tratta – scrivono i giovani – di una fratellanza che si fonda sulla fede nell’Unico Dio, che è uno e lo stesso per tutti gli uomini, e sul riferimento alla comune discendenza spirituale dal profeto e padre del monoteismo Abramo. Su questa base sentiamo la responsabilità di portare avanti una collaborazione che permetta di onorare tale patrimonio spirituale e culturale con un’attività di dialogo, di confronto e di conoscenza reciproca”.

Nel presentare il documento, Coreis e Ugei affermano che l’iniziativa segna “una nuova e importante tappa del percorso di dialogo interreligioso e sintonia fraterna tra ebrei e musulmani”, che ha già prodotto in Italia tra il 2007 e il 2008 l’iniziativa itinerante “Imam e Rabbini”, ed in Europa gli appuntamenti di “Imam e Rabbini per la Pace”. “Riteniamo – conclude il documento – che la responsabilità di coltivare una sintonia reale e attiva sulla scia delle generazioni che ci hanno preceduto, sia indispensabile per garantire un presente e un futuro di vero rispetto e collaborazione interreligiosa e sociale in Italia e in Europa; un dialogo che deve trovare maggiore sensibilità e sostegno nelle istituzioni impegnate a salvaguardare la coesione sociale”.

(via SpiritualSeeds)

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