Cominciamo con la domanda più difficile. Mi faccio portavoce di quanto la maggioranza degli Italiani pensa in merito al Gran Premio che si vorrebbe organizzare a Roma, viene considerato come l’ennesimo capriccio della dirigenzza della F.1.
Facciamo chiarezza su chi ha cercato e chi ha risposto ad una precisa richiesta. Sono stati degli imprenditori romani a contattare Ecclestone, ovviamente una domanda così allettante è stata accolta molto favorevolmente dalla F.1.
Eccclestone è sempre assai attento al business.
Io ci tengo a precisare che Ecclestone spesso viene descritto a tinte fosche, io apprezzo i lati positivi di quest’uomo, è una persona di parola, non pugnala mai alle spalle, se opera delle scelte lui le comunica al suo interlocutore, per quanto possano essere dolorose, non usa mai i giri di parole, parla chiaramente.
Ora la F.1 non appartiene più a Ecclestone, ma alla C.V.C., una multinazionale che comprende più di 150 aziende, che hanno la loro sede in vari Paesi del mondo.
Se c’è questa esigenza economica, non certamente sportiva, di avere un Gran Premio a Roma, perché non si è tenuto conto dell’Autodromo di Vallelunga?
L’autodromo di Vallelunga ha un circuito interessante, viene gestito molto bene, ma non è facilmente raggiungibile. Gli imprenditori hanno pensato ad un pacchetto motoristico e turistico da offrire alla gente. Loro vorrebbero che il Gran Premio si svolgesse a Roma una settimana prima del Gran Premio di Monza, in modo da proporre alle persone, soprattutto a chi viene dall’estero, un soggiorno in Italia che duri una settimana. Questo soggiorno comprenderebbe il G.P. di Roma, una sosta di due o tre giorni in una città di grande interesse artistico-culturale, che potrebbe essere Firenze, ad esempio, e il G.P. di Monza. Con la crisi che attanaglia molti cittadini europei ed extraeuropei non credo che moltissima gente, come credono questi imprenditori, potrebbe aderire a tale iniziativa.
La zona dove verrebbe creato questo circuito è già stata individuata. Mi può dare una conferma in merito?
Certamente, è già stato effettuato un sopralluogo dall’architetto di Ecclestone, il tedesco Tilke. E’ stata scelta la zona delle tre Fontane.
Mi permetta un commento, la preziosa zona delle tre Fontane, dove per tre volte rimbalzò la testa di San Paolo decapitato, diverrebbe una zona di mercato, proprio quel tipo di mercato che ha visto la reazione decisa, energica, determinata di un certo Gesù, un filosofo per i non credenti, la via, la verità e la vita per i cattolici. A proposito di religione cattolica ci sono stati articoli di giornalisti attendibili, artcoli scritti seriamente, che indicavano nello Stato del Vaticano, un luogo ideale al quale abbinare il G.P., dal momento che in Italia c’è il G.P. di Monza, cosa può dirmi a proposito di queste idee?
Mi meraviglio che siano stati scritti degli articoli seri in merito, nessuno ha mai pensato di abbinare un G.P. allo Stato del Vaticano. Anche questo dimostra il degrado del giornalismo. Ciò che conta è far notizia, anche offendendo il comune buon senso.
Mi faccio di nuovo portavoce di ciò che pensa la maggior parte degli Italiani. In questo nostro Paese c’è ben altro da costruire e di cui prendersi cura, quindi, il G.P. romano non viene visto in modo molto positivo. Il fatto che una gran quantità di denaro venga ’sperperata’ per costruire un autodromo non fa di sicuro piacere alla gente. Lei cosa pensa?
Sono perfettamente d’accordo con l’opinione pubblica, anche perché non sarebbe un autodromo permanente, che può anche servire per i test automobilistici allo scopo di apportare dei miglioramenti applicabili alle vetture di tutti noi. L’autodromo di Roma verrebbe allestito in occasione del Gran Premio e poi rimosso. Si tratterebbe di un circuito cittadino del tutto temporaneo.
Tantissimi Italiani amavano in modo particolare il circuito di Imola. Se non erro il Gran Premio di San Marino veniva apprezzato molto dai piloti e anche dallo stesso Ecclestone. Come mai è svanito un G.P. così importante?
A onor del vero, non posso non evidenziare che la dirigenza della F.1, Ecclestone in particolare, ha atteso che nell’autodromo di Imola venissero eseguiti quei lavori necessari alla F.1 attuale, Imola non ha onorato gli impegni, per cui ha perso il Gran Premio.
Mi permetto di esprimere un’altra opinione personale. In nessun autodromo come ad Imola io ho visto Ecclestone così rilassato, molto gentile, estremamente educato. I suoi bimbi erano piccoli e ricordo come fosse un padre molto attento ed affettuoso, ad Imola ho anche visto Ecclestone andare di box in box ad aiutare pure i meccanici, qualora fosse necessario.
Posso confermare che l’autodromo di Imola era nel cuore di Ecclestone. Anche lui ha un cuore. Ovviamente, con tutte le richieste che giungono alla F.1 da parte degli imprenditori di tutto il mondo, non poteva attendere che Imola si decidesse ad eseguire i lavori per anni.
Come mai certe nazioni possono permettersi di avere due Gran Premi?
Le faccio l’esempio della Spagna, lì gli autodromi hanno prevalentemente dei finanziamenti statali e comunali. L’autodromo di Monza è un’ente senza scopo di lucro, noi non abbiamo i finanziamenti statali e neppure li vogliamo. Avere un Gran Premio per un autodromo è costosissimo, possiamo subire delle perdite, e nel caso che ci siano dei riscontri a noi favorevoli, i soldi vengono reinvestiti per l’organizzazione di manifestazioni automobilistiche o culturali, utili per tutti i cittadini.
Perché due Gran Premi in Italia non potrebbero più coesistere?
In Italia gli autodromi, non avendo supporti economici statali, devono poter contare su altre fonti di finanziamento. La situazione economica attuale non consente la coesistenza di due G.P..
E il pacchettto turistico, tenendo presente anche questo problema, non è una buona iniziativa.
Assolutamente No.
Gli appassionati di motori hanno l’impressione che la storia degli autodromi conti ben poco. E’ così?
Gli imprenditori non considerano solo il business, la storia ha il suo peso. L’autodromo di Monza è il primo costruito in Europa e funziona benissimo dal 1922.
Negli ultimi anni molti costruttori hanno abbandonato la F.1. Si sente la mancanza della loro genialità. Ricordiamo gli anni gloriosi in cui la F.1 ha dato spazio alla creatività dei fratelli Maserati, della famiglia Cooper, etc..
Noi, appassionati di motori, consideriamo positivo il fatto che il primo arricchito, che si occupa di tutt’altro, spesso per nulla interessato di motori, non abbia più la macchina ’di rappresenranza’ in F.1, però vedere le vetture dei colossi automobilistici non è poi così appassionante, ci manca molto la sfida tra costruttori di talento.
Non ’ è più possibile un ritorno ai geniali costruttori?
Nella F.1 attuale direi proprio di no.
Ritornando ai circuiti, noi donne appassionate di motori siamo abbastanza perplesse quando vediamo gli autodromi del ‘deserto’, va ricordato che in quegli autodromi assai spesso le donne non possono entrare, eventualmente ci possono essere dei posti a loro riservati.
I Gran Premi di quei circuiti danno un notevolissimo riscontro alla F.1.
Se posso fare un confronto tra F.Indy e F.1, devo esprimere tutta la mia ammirazione per la F.Indy, che ha saputo conservare la sua identità. La F.1, per inseguire le opportunità di buoni affari in tutto ilo mondo, ha smarrito completamente la sua fisionomia. La F.Indy, molto apprezzata in tutto il mondo, non ha mai preteso di ’possedere il pianeta Terra’ . Penso che sarebbe auspicabile per la F.1 un’identità europea, con alcune performance in altri Paesi al di fuori del campionato.
Non è sicuramente questo che vogliono gli imprenditorei della F.1.
Si parla di un ritorno della F1 in Sud Africa , sono attendibili queste notizie?
Sì, perché la F.1 desidera essere presente in ogni Continente, quindi alla F.1 manca il Sud Africa.
Cosa può dirmi in merito al Gran Premio in Russia? Si dice che la F.1 potrebbe entrare in Russia a decorrere dal 2014.
Agli imprenditori della F.1 interessa moltissimo un Gran Premio in Russia. Si sono già avvicinati a tale nazione, ma non hanno finora avuto dei buoni riscontri. Ora c’è stato un altro concreto approccio alla Russia e ovviamente i dirigenti della F.1 sperano che vada a buon fine.
Seguo la F.1 sin da quando ero piccolissima, ma una F.1 senza i geniali costruttori, senza una precisa identità, una F.1 del tutto imprenditoriale … beh, non vorrei proprio che ’sbarcasse’ in Russia per portare un business che di solito va a beneficio di pochi.
Daniela Asaro Romanoff
