Tuesday, 7 September, 2010
Animatori Cristiani della Comunicazione

Il Cuore vulnerabile di Cristo

Posted by michelangelo On giugno - 28 - 2010 ADD COMMENTS

di Michelangelo Nasca

Liturgicamente il culto del Sacro Cuore di Gesù (celebrato nel mese di giugno) nasce nel XVII secolo, precisamente con S. Giovanni Eudes (1601-1680) e Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690). Nel 1928 – in seguito ad altre approvazioni pontificie – Pio XI dà a questa festività un’ importantissima dignità liturgica promulgando l’enciclica Miserentissimus Redemptor.
Perché la Chiesa ha solennizzato questo culto? Che cosa vuol dire per il cristiano contemplare il Cuore di Gesù? Rispondiamo a queste domande rileggendo innanzitutto un frammento del Vangelo di Giovanni: «Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua» (Gv 19,33-34).

L’immagine proposta dall’evangelista descrive l’ennesima tortura inflitta al corpo martoriato di Cristo. La lancia del soldato apre il cuore di Gesù dal quale sgorgheranno sangue e acqua, i simboli dell’eucaristia e del battesimo.
Questa stessa immagine rivela però un altro particolare caratteristico di Dio: la Sua vulnerabilità. Egli, infatti, non esita nemmeno per un istante a farsi carico della Croce, a prendere su di sé tutti i nostri peccati perché potessimo essere salvati. Il Suo è «… un cuore ferito e reso impotente dall’amore, un fianco aperto e indifeso, attraverso il quale l’uomo, il nemico, può irrompere».

Da dove deriva allora questa ferita? Chi è il feritore? Gesù viene trafitto affinché mediante la ferita visibile del costato si manifestasse la ferita dell’amore. Nel Cantico dei Cantici viene detto: «Tu hai ferito il mio cuore, tu sorella mia, mia sposa, tu hai ferito il mio cuore». Due innamorati, infatti, sanno bene (quando l’amore che li unisce è vero) cosa vuol dire essere feriti dall’amore, poiché essi fin dal loro primo incontro hanno intuito (anche solo per un istante) che amarsi significa donarsi, uscire dal proprio «io» per entrare, indissolubilmente, nel cuore di un’altra persona (dell’amato). Questa esperienza è talmente forte da generare frasi come: «io ti amerò per sempre», «per te darei la mia vita», «tu hai ferito il mio cuore», cioè sei entrato talmente in profondità nel centro della mia persona (nel mio cuore) che io adesso non posso più fare a meno di te. Continua poeticamente il Cantico: «Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore» (Ct 8,6).

E’ interessante, a questo proposito, rileggere la testimonianza di S. Teresa d’Avila nel momento della sua Transverberazione (grazia particolare concessale da Dio) in cui sperimenta, attraverso il cuore trapassato da un dardo, l’estasi amorosa di Dio: «Quel Cherubino teneva in mano un lungo dardo d’oro, sulla cui punta di ferro sembrava avere un po’ di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, […]lasciandomi avvolta in una fornace d’amore. Lo spasimo della ferita era così vivo che mi faceva uscire nei gemiti… ma insieme pure tanto dolce da impedirmi di desiderarne la fine […]. Allora tra l’anima e Dio passa come un soavissimo idillio» (Vita 29,13).

La ferita sul costato di Cristo, dunque, non rappresenta la singola ferocia di un soldato ma è il segno più concreto ed evidente dell’amore che Dio nutre per noi. E’ una logica un po’ strana per il nostro modo comune di vedere le cose, per noi che siamo abituati a leggere nella sofferenza l’assenza di Dio. Quante volte ci siamo chiesti, infatti, dove fosse Dio quando la morte ci privava degli affetti più cari? Ma dov’era Dio quando Cristo moriva in croce? Forse era presente proprio in quella lancia che apriva il costato del Figlio, per testimoniare ancora una volta il motivo di quella illogica sofferenza, e permettere all’uomo di poter entrare nel mistero di quel Cuore capace d’amore fino alla morte. «Qui la santità – afferma S. Giovanni della Croce – è tanto più fiorente quanto più profonda è la ferita».

La solennità del Cuore di Gesù ci invita, dunque, a farci parte di questo mistero, a contemplare il dono dell’Amore di Dio per noi che nella persona di Cristo si è fatto Carne. Questo è il centro, il cuore di tutto il cristianesimo che la Chiesa celebra durante tutto il mese di Giugno.
Lasciamo che le parole rivolte a Dio dalla giovane Teresa di Lisieux diventino anche la nostra preghiera: «… Lasciami dirti che il Tuo amore giunge alla follia; e come vuoi che davanti a questa follia il mio cuore non si slanci verso di Te? Lo so che per Te i santi hanno commesso anche delle pazzie, e la mia follia è la speranza che il Tuo amore mi accolga come vittima…».

Formazione per gli animatori: le proposte estive

Posted by Matteo Maria Giordano On giugno - 28 - 2010 ADD COMMENTS

Cinema e teatro al centro dell’attenzione nella proposta dell’Acec, Associazione Cattolica Esercenti Cinema, dal titolo “La Sala della Comunità”, polifunzionalità e nuove tecnologie”, in programma a Ponte di Legno (Brescia) dal 6 al 10 luglio. Una utile quattro giorni per gli animatori delle parrocchie che dispongono di Sale della comunità e intendono valorizzarle sempre di più al servizio della pastorale ordinaria. Un impegno che anche a Roma abbiamo fatto nostro, con il recente incontro al Seminario Maggiore che ha coinvolto l’Acec e la Federgat. Nel programma di Ponte di Legno, incontri, tavole rotonde, workshop, una rappresentazione teatrale, analisi di film come strumenti di animazione pastorale, visita alla Sala della comunità di Edolo, focus sul cinema digitale. La prenotazione per il corso va inviata entro il 15 giugno alla segreteria dell’Acec (Fax 06.4402280, acec@acec.it) con la scheda di iscrizione scaricabile dal sito www.acec.it, dove è possibile reperire maggiori informazioni sull’iniziativa. Alla scheda va unita la copia del versamento di 30 euro, effettuato tramite conto corrente postale o bonifico bancario. Informazioni anche al tel. 05.4402273. L’Acec offre l’ospitalità completa ad un rappresentante per ogni Sala della Comunità.

Si intitola invece “Parole dal silenzio” la settimana di formazione teatrale organizzata dalla Federgat, Federazione gruppi attività teatrali. Una proposta formativa di grande rilievo per le compagnie teatrali delle parrocchie, già attive nella nostra diocesi, e a coloro che vogliono avviarsi su questi percorsi. Giunta all’ottava edizione, in collaborazione con l’Acec, la settimana intende offrire a giovani e adulti un approccio formativo alle arti dello spettacolo. I singoli laboratori teatrali saranno condotti da professionisti esperti nel campo della formazione teatrale. Il tema è legato alla parola evocativa della spiritualità e della musica. L’appuntamento sarà a Fognano (Ravenna) dall’11 al 17 luglio: i partecipanti saranno stimolati a riflettere e a mettersi in gioco con il linguaggio del teatro, a partire dai testi dei mistici occidentali. Per informazioni ed iscrizioni: www.federgat.it (tel. 06.4402273, federgat@federgat.it).

Più legato a internet il workshop di giornalismo multimediale promosso dall’Associazione nazionale circoli cinematografici italiani (Ancci), in programma a Brescia dal 18 al 24 luglio al Centro Paolo VI di Brescia. Destinatari sono gli animatori della comunicazione e della cultura, delle sale della comunità, dei circoli di cultura cinematografica. Il corso, a numero chiuso (20 partecipanti), parte dalla consapevolezza che la diffusione della Rete spinge verso un’innovazione radicale nel modo di fare informazione e, di conseguenza, nell’identità professionale dell’animatore culturale e del giornalista. La scheda di partecipazione è scaricabile dal sito www.ancci.it: ogni partecipante dovrà essere munito di proprio computer portatile, videocamera, cassette minidvd e cavo firewire. Un corso, quindi, di alto livello: si parlerà di ideazione e realizzazione di servizi giornalistici, tecniche di scrittura televisiva e altro ancora.

[fonte: http://www.romasette.it]

I digital media: gli scenari, gli effetti, internet e i legami che si creano nell’intricato intreccio sulla Rete. Questi e altri argomenti verranno trattati nel corso della Settimana residenziale per seminaristi teologi dal titolo “L’agire della Chiesa nel tempo digitale” (27 giugno-2 luglio) promossa dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, dal Servizio nazionale per il progetto culturale e dal Servizio informatico della CEI in collaborazione con il Centro interdisciplinare lateranense della Pul. La settimana si terrà a Subiaco (info su www.benedettini-subiaco.org) e si aprirà con la relazione di Mons. Dario Edoardo Viganò, preside dell’Istituto Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense. Ernesto Diaco, vice responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, illustrerà in che modo il progetto culturale orientato in senso cristiano si inserisce nella Chiesa italiana mentre don Davide Milani, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali di Milano,  metterà in evidenza in che modo oggi si può comunicare in una diocesi. Non mancheranno come sempre i laboratori, che quest’anno approfondiranno le tematiche del book trailer, del web 2.0 e del cinema digitale. Il prof. Paolo Peverini e Giovanni Silvestri illustreranno rispettivamente i “Trailer nella predisposizione dell’atto spettatoriale” e “La Chiesa e le risorse in rete”. Don Ivan Maffeis, invece, tratterà il tema “I media della Chiesa italiana”. La prof.ssa Emiliana De Blasio invece apprfondirà il tema “Famiglia e modelli di rappresentazione nella fiction italiana e americana” mentre il Dott. Sergio Perugini farà una relazione su “Il religioso nei media tra miniserie e lunga serialità”. Concluderà la settimana l’intervento di Mons. Domenico Pompili, Sottosegretario e Portavoce della CEI, sul tema “Da Parabole mediatiche a Testimoni digitali. Cammino fatto e prospettive”.

Assemblea dei Webmaster Cattolici Italiani

Posted by Matteo Maria Giordano On giugno - 24 - 2010 ADD COMMENTS

Si è riunita ieri a Padova presso la Facoltà Teologica del Triveneto, l’Assemblea dei Webmaster Cattolici Italiani (www.weca.it), l’ associazione che riunisce gli operatori web dei siti cattolici italiani.

É stato un importante momento di incontro e di condivisione: nella prima parte si è parlato principalmente delle attività svolte nel corso di questo ultimo anno (attività di formazione a distanza e di supporto ai webmaster) e di quelle che si svolgeranno nel prossimo anno pastorale.

Nella seconda parte invece sono state presentate alcune esperienze di singole diocesi che stanno fortemente spingendo i nuovi media all’interno della propria azione pastorale.  In questo senso, hanno destato particolare interesse il progetto della WEB Radio della Pastorale Giovanile di Vicenza (www.vigiova.it/radio) e della WEB TV della Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola (www.fanodiocesitv.it).

Straordinaria anche l’esperienza di H2O News (www.h2onews.org), portale voluto dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, che raccoglie e ripropone tutta l’informazione cattolica presente in Rete in ben 9 lingue.

Si chiudono oggi in Canada i lavori del G8 delle Religioni

Posted by Moreno Migliorati On giugno - 23 - 2010 ADD COMMENTS

Si chiudono oggi a Winnipeg, in Canada, i lavori del cosiddetto G8 delle Religioni. Si tratta di una iniziativa organizzata in concomitanza con i summit G8/G20 delle principali potenze della Terra e che si svolge sempre in prossimità, anche geografica, del medesimo. Il Summit del G8 e del G20 è infatti programmato quest’anno a Muskoka e a Toronto dal 25 al 27 giugno prossimi.

Organizzato dal Canadian Council of Churches, l’incontro ha visto insieme un’ottantina di leader religiosi provenienti da tutto il mondo – tra cui cristiani di diverse confessioni, ebrei, musulmani, buddisti, zoroastriani, indù. L’agenda ha previsto tra l’altro una revisione del cosiddetto Millennium Development Goals, lanciato dalle Nazione Unite all’inizio del nuovo millennio, ma ancora ben lontano da una realizzazione soddisfacente. Si è parlato anche di clima, in vista della Conferenza mondiale che si terrà in settembre in Messico.

Sul sito dell’incontro è possibile sottoscrivere una petizione in cui i leader religiosi incoraggiano i leader mondiali a “prendere misure coraggiose e concrete contro la povertà e per la nostra Terra e investire nella pace”. “Vi esortiamo – si legge nel messaggio – a soddisfare le esigenze immediate dei più vulnerabili, mettendo in pratica cambiamenti strutturali che permettano di coprire il fossato che separa i ricchi dai poveri”; “di privilegiare la sostenibilità a lungo termine dell’ambiente”, mettendo in atto piani concreti in modo che la temperatura media mondiale non superi di più di 2 gradi Celsius i livelli attuali”.

L’idea di un G8 delle religioni è stata proposta per la prima volta da alcune personalità dell’Accademia delle Scienze di Mosca ed è stata prontamente adottata dalla Chiesa ortodossa russa: la sua prima edizione si è svolta in occasione del Summit nella capitale russa nel luglio del 2006. Quello di Winnipeg segue gli incontri di Roma (2009 – con una delegazione che andò a rendere omaggio ai terremotati de L’Aquila), Sapporo (2008) e Colonia (2007) svoltisi in concomitanza dei precedenti G8.

(via SpiritualSeeds)

Da “La ùltima cima” a numero uno nei cinema

Posted by Giuseppe Delprete On giugno - 22 - 2010 ADD COMMENTS

“La última cima”, un film sulla vita del sacerdote Pablo Domínguez, uscito nel fine settimana e solo in quattro sale, si è consacrato come numero uno per numero di spettatori nei cinema spagnoli. Sono circa seimila – riporta l’agenzia Zenit – le persone che hanno già visto questo film di Juan Manuel Cotelo. Vista la massiccia risposta di pubblico, “La última cima” passerà, su richiesta popolare e in appena una settimana, ad essere proiettato in oltre cinquanta sale di tutto il Paese. Il film è un documentario sul sacerdote madrileno Pablo Domínguez, morto nel 2009 in un incidente di montagna. Domínguez, filosofo e teologo della Facoltà di Teologia di San Damaso a Madrid, è morto a 42 anni mentre scendeva dal Moncayo. Era l’ultima cima spagnola, di oltre duemila metri, che gli mancava. Ai suoi funerali hanno partecipato più di tremila persone e una ventina di vescovi. Le sue Messe e le sue conferenze si riempivano di gente che desiderava ascoltare le sue parole. Il film è il ritratto di un uomo allegro, umile e generoso che, come dice chi l’ha conosciuto, sapeva che sarebbe morto giovane. Nel film di Cotelo offrono la propria testimonianza il cardinal Cañizares, che lo scelse come docente alla San Damaso, il vescovo Demetrio Fernández di Córdoba, suo amico e il primo a sapere della sua morte, e l’arcivescovo di Oviedo, Jesús Sanz, allora vescovo di Jaca e Huesca, che fece spesso visita al sacerdote scalatore. Al di là della personalità di Domínguez, il film è un canto alla vita del sacerdote “normale”, che non è delinquente né eroico, né esorcista né missionario in luoghi estremi, ma è semplicemente disponibile, assiste la gente, la ascolta, la confessa, predica la verità senza paura, con umorismo e intelligenza. Con immagini della montagna, il film riflette sulla grandezza del sacro, del sacerdozio, del sacrificio e della morte. Grazie alle testimonianze di persone sincere che parlano di Pablo, lo spettatore si affeziona a un sacerdote che alla fine muore. Il film inizia con umorismo e provocazione, e man mano che la morte si avvicina diventa più elevato nello stile e nel contenuto. Il successo di questa pellicola nelle sale è stato preceduto da un insolito boom su internet. Nelle tre settimane precedenti l’uscita al cinema, il trailer è stato scaricato più di 200 mila volte.

Domani, 22 giugno, verrà presentata a Roma, presso la Casa dei Teatri, la seconda edizione de “I Teatri del Sacro”, rassegna dedicata alla spiritualità e ideata e realizzata dalla Federgat e dalla Fondazione Comunicazione e Cultura, in collaborazione con il Servizio Nazionale per il Progetto Culturale, l’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Cei e l’Acec.

La seconda edizione della rassegna, informano gli organizzatori, si apre con un concorso dedicato a compagnie professionali ed amatoriali per la selezione di un massimo di venti progetti teatrali mai realizzati incentrati sui temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito e della religiosità popolare. Gli spettacoli scelti debutteranno in prima nazionale durante la seconda edizione de “I teatri del sacro”, in programma a Lucca nell’autunno del 2011.

La prima edizione (in scena a Lucca dal 21 al 27 settembre 2009) ottenne uno straordinario successo di pubblico: quasi tutti gli spettacoli hanno registrato il tutto esaurito e in alcuni casi e’ stato necessario aggiungere delle repliche straordinarie per far fronte al notevole afflusso di spettatori. Un successo che, come dicono gli organizzatori, ha superato tutte le aspettative e che conferma il solido impianto progettuale e artistico dell’iniziativa, oltre al concreto impegno di sostegno e valorizzazione dei progetti teatrali selezionati.

Un analogo successo è ovviamente da augurarsi per la seconda edizione della rassegna, che non ha uguali a livello nazionale.

(via SpiritualSeeds)

I tagli alla cultura non hanno per fortuna impedito che anche quest’anno si svolgesse l’ormai imprescindibile appuntamento di Torino Spiritualità, di cui è stata presentata l’edizione 2010. “Gratis. Il fascino delle nostre mani vuote” è il titolo del tema proposto quest’anno (dal 22 al 26 settembre) attraverso la formula oramai consolidata di dialoghi, letture, lezioni e seminari, ma anche attraverso iniziative speciali e progetti collaterali tesi a stimolare sempre di più il coinvolgimento e la partecipazione in prima persona del pubblico. Parole, ma soprattutto esperienza come occasione per riflettere sui diversi significati del dono, del gesto gratuito, delle azioni che non aspettano nulla in cambio.

Tre le sezioni in cui verranno scanditi gli appuntamenti:

Per-dono. L’occasione dell’altro

Donare significa spostare sull’altro tutto il valore di una relazione. Per questo, la gratuità di un’azione è un investimento sul mondo, e racchiude il coraggio di credere nelle possibilità umane. Il valore del dono visto come legame capace di liberare e far nascere relazioni immediate, profonde perché concrete, dando forza allo spirito di una comunità.

Saper (s)cambiare. Economia al di là del profitto

Le regole del consumo rischiano di impoverire la stessa fonte da cui, in fondo, nascono: i nostri desideri. Un’economia del “gratis” può dare una nuova direzione ai nostri interessi e, se non è solo un modo per schivare le responsabilità di uno scambio, può evitare che il profitto stesso ci deteriori. Per vivere in modo più responsabile, critico e consapevole il rapporto con gli altri.

Gratuità. La sola moneta dell’arte
Il gesto artistico non ha funzione strumentale, non “serve”. In ogni sua forma, l’essenza dell’arte sta nell’intimità che sa creare con l’altro, nella capacità di riappacificare anche solo per un momento le lotte degli uomini. Il gesto disinteressato che l’arte ha in sé può dunque diventare un bene prezioso per dare un senso e una direzione ai profondi cambiamenti intorno a noi, attraverso una logica diversa da quella del guadagno.

Sul sito della manifestazione, nei primi giorni del prossimo mese di luglio, verrà reso noto il calendario definitivo degli incontri.

(via SpiritualSeeds)

Impressioni sui Mondiali

Posted by marilena marino On giugno - 17 - 2010 ADD COMMENTS

di Pietro Mancinelli  Foto di Daniela Asaro Romanoff

Vi regaliamo in esclusiva le immagine più belle del Moses Madhiba stadium di Durban, che ospiterà alcune delle più importanti partite del mondiale sudafricano.

A proposito di questo inizio campionato… L’ avvio ufficiale era stato dato proprio dalla nazionale ospitante, il Sudafrica, che sebbene non avesse valori tecnico-tattici molto elevati, ha comunque fatto una bellissima figura nel pareggio per 1-1 contro il Messico: purtroppo le speranze di passare al turno successivo per i bafana bafana sono state notevolmente ridotte dopo la dolorosa sconfitta per 0-3 contro l’ Uruguay.

In generale, le Grandi non hanno esordito nel modo migliore: Inghilterra, Francia e la stessa Italia hanno pareggiato con avversarie potenzialmente più deboli di loro, mentre la Spagna ha addirittura perso (1-0) contro un’ organizzata Svizzera. Leggermente meglio per Olanda, Argentina, Brasile che vincono ma non convincono. L’ unica nazionale a convincere sotto tutti gli aspetti, al momento, è stata quella Tedesca che ha superato per ben 4 reti a 0 un’ imbarazzante Australia.

Uno spazio, seppur meno importante, può e deve essere dedicato alle sorprese di questo campionato: le asiatiche. Sotto l’ impulso del Giappone, vincente per 1-0 contro il Camerun di Eto’o, anche la Sud Korea ha portato a casa una sorprendente vittoria contro la Grecia. Non poteva fare di meglio, invece, la Nord Korea segnando comunque un bellissimo gol con il Brasile e perdendo infine per 1-2.

In casa Italia non si respira certo aria di ottimismo, soprattutto dopo gli stop di Pirlo e Buffon, le cui date di rientro sono tuttora da stabilire: Il pareggio col Paraguay ha fatto emergere buon gioco, ma scarsa vena realizzativa sotto porta. Le note positive vengono soprattutto da nomi nuovi come Pepe, Montolivo e Criscito che sembrano essersi integrati bene negli schemi di Lippi.

Le ultime considerazioni, assieme ai nomi delle nostre prossime avversarie del girone ( Slovacchia e Nuova Zelanda) ci lasciano ben sperare per quello che riguarda la qualificazione agli ottavi.

Nel fine settimana dal 25 al 27 Giugno si svolgerà a Pistoia il settimo forum dell’Informazione Cattolica per la Salvaguardia del Creato, organizzato dall’associazione d’ispirazione cristiana Greenaccord. Il forum è rivolto ai giornalisti ed è, come ha spiegato il segretario generale dell’associazione, Alfonso Cauteruccio, ”un modo per formare i formatori. Offriamo ai giornalisti momenti di dibattito sui temi ambientali”. Il programma di questa edizione si snodera’ sul tema del percorso dell’uomo nel creato, scelta dettata dal fatto che nel 2010 cade l’anno santo compostelano.

Durante i tre giorni del Forum, il Palazzo dei Vescovi di Pistoia ospiterà, dunque, la disamina delle diverse sfaccettature del concetto di ”cammino nel Creato”: il venerdì pomeriggio, il vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi, approfondirà la dimensione biblica del pellegrinaggio mentre lo storico Franco Cardini si concentrerà sulla figura di San Jacopo e sul legame tra Santiago de Compostela e Pistoia. La scrittrice Susanna Tamaro invece proporra’ una riflessione sul rapporto tra cammino, natura e silenzio.
Sabato 26 giugno, la discussione si concentrerà invece sugli aspetti concreti del cammino dell’Uomo nella Natura: si parlerà delle sfide ecologiche poste dal futuro (Flaminia Giovanelli, sottosegretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace), del cammino della fame tra intolleranza e accoglienza (Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes), della riscoperta del gusto di camminare in contesti urbani sempre più frenetici (architetto Lucien Kroll) e dell’importanza del cammino per ritrovare sé stessi. A quest’ultimo tema sara’ dedicata una tavola rotonda, nel pomeriggio, alla quale prenderanno parte protagonisti dell’alpinismo, del podismo e di progetti che hanno promosso il cammino nella natura alla riscoperta della propria dimensione interiore.
La domenica sarà invece dedicata alla presentazione di iniziative ed esperienze pratiche che, all’interno del mondo ecclesiale, hanno utilizzato il cammino come esperienza educativa, di crescita e di fede.
Durante il forum sarà inoltre assegnato, come già lo scorso anno, il Premio giornalistico ”Sentinella del Creato”, realizzato in collaborazione con l’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) e la Fisc (la Federazione Italiana Settimanali Cattolici). Il riconoscimento sarà assegnato a tre giornalisti che si sono particolarmente distinti nel corso dell’anno nella divulgazione e nell’approfondimento di tematiche ambientali.

(via SpiritualSeeds)

Lady Gaga, Madonna e le provocazioni “spirituali”

Posted by Moreno Migliorati On giugno - 14 - 2010 1 COMMENT

Lady Gaga, la popstar del momento, non sarebbe altro che una “Wannabe Madonna”? Il dubbio comincia ad affiorare, specialmente dopo l’uscita dell’ultimo video della cantante italoamericana, quel Alejandro che può già vantare milioni di click su YouTube. Nello stesso, infatti, Lady Gaga, al pari di ciò che è solita fare quella che molti considerano la sua musa ispiratrice, gioca infatti pesantemente con allusioni a sfondo religioso, in particolar  modo di matrice cristiana.

Tra crocifissi e abiti talari, la cantante appare dapprima travestita da suora mentre ingoia un rosario e poi da vescovo mentre si intrattiene in scene hot con alcuni ballerini seminudi (per evitare di dover guardare i quasi 9 minuti di video, tra l’altro tecnicamente pregevole, essendo stato diretto dal fotografo di moda Steven Klein, MTV ha fatto un sunto delle 20 scene più hot). Ben lungi dal versare acqua sul fuoco per spegnere le polemiche che sono prontamente divampate, Lady Gaga vi ha anzi versato della benzina per alimentarlo.

Intervistata dal celebre Larry King sulla CNN, la popstar ha tra l’altro dichiarato di avere avuto un’educazione cattolica e di pregare molto ma di considerare la religione e la chiesa come due entità completamente separate. Il regista Steven Klein, da parte sua ha affermato in un’intervista di non ritenere la simbologia religiosa qualcosa di completamente negativo, visto che essa rappresenterebbe la battaglia del personaggio tra le forse oscure di questo mondo e la salvezza spirituale dell’anima.

Intanto, mentre i dubbi sul fatto che Lady Gaga non sia altro che una Madonna in sedicesimo non sono certo diradati, mentre lei e il suo entourage un obiettivo lo hanno colto di sicuro: infatti siamo qui a parlare di lei, fino alla prossima “provocazione”.

(via SpiritualSeeds)

Prende oggi il via, per la gioia dei pallonari di ogni latitudine, l’edizione 2010 dei campionati mondiali di calcio, che si svolgeranno com’è notorio in Sudafrica. Si tratta sempre di vetrine attraverso le quali far conoscere realtà di per sé lontane dal mondo del calcio, ma che colgono appunto l’occasione dei riflettori accesi dalla stampa internazionale per far conoscere le proprie realtà e realizzazioni.

È il caso della Chiesa sudafricana, che ha allestito un suo spazio web, simpaticamente chiamato Church on the ball. Il sito, davvero ricchissimo di materiale, propone tra l’altro anche una cappella virtuale nella quale i visitatori possono accendere una candela (ovviamente altrettanto virtuale) da acquistare nell’apposito spazio. I ricavati della vendita saranno destinati dalla Chiesa Sudafricana ad uno scopo più che nobile: la lotta alla tratta, in cui il Paese africano vanta un triste primato. «Mentre è un onore per il Sudafrica essere stato scelto per ospitare la Coppa del Mondo», afferma suor Melanie O’Condor, responsabile dell’Ufficio contro la tratta degli esseri umani della Conferenza dei vescovi dell’Africa australe e delle Congregazioni religiose sudafricane, «sappiamo anche che, come qualsiasi altro evento di questo genere, si può avere un lato negativo. E dal momento che il Sudafrica è da tempo riconosciuto internazionalmente come un punto caldo del traffico di esseri umani, vi è il fondato timore che il traffico di donne e bambini aumenterà in modo significativo durante i Mondiali. I bambini sono particolarmente a rischio. C’è anche il sospetto che alcune ragazze delle nostre scuole vengano preparate in segreto per farle prostituire».

Né è questa l’unica iniziativa benefica organizzata in occasione dei mondiali sudafricani: un’altra è il Soccer Peace Tournament, una sorta di Mondiale della Pace organizzato sempre dalla Chiesa cattolica sudafricana e avente lo scopo, come ha dichiarato Antoine Soubrier dell’Ufficio per le comunicazioni della Conferenza Episcopale dell’Africa australe, di “coinvolgere nei mondiali tutti i sudafricani, soprattutto coloro che sono rimasti ai margini dell’evento”. Insomma calcio  e sensibilità sociale e religiosa possono convivere. Il desiderio e l’augurio è che ciò non duri solo lo spazio di un Mondiale.

(via SpiritualSeeds)

di Daniela Asaro Romanoff

Siamo oramai alla vigilia del Campionato del mondo di calcio, che si svolgerà in Sudafrica. Migliaia di articoli verranno pubblicati su questi mondiali dai giornali di tutto il mondo. La mia modesta opinione di ex calciatrice e di attuale allenatrice è che il calcio sia solo un gioco. Troppa importanza viene data al calcio, snaturandolo, perché essendo divenuto un grande affare a livello mondiale non ha più caratteristiche sportive, comunque la coscienza sportiva, come tutto ciò che è autentico e fondamentale, può venir soffocata, perché ai mercanti dà fastidio, ma poi la coscienza sportiva rinasce, rinasce sempre, ci sono già state delle epoche in cui è stata calpestata. Per offrire ai lettori alcuni commenti non banali su questi campionati, desiderando dare una giusta dimensione all’ evento, mi sono rivolta ad un mio caro amico, che vive in Sud Africa e, durante i Campionati, lavorerà per il servizio di sicurezza. Beau, questo è il nome con cui lo chiamano i parenti e gli amici, è uno sportivo autentico, spero che le sue informazioni possano interessare.

Allora, Beau, tutto pronto? Quando si comincia?

Si inizia l’11 giugno con la partita Sud Africa – Messico.

Il calcio in Sud Africa è seguito? E’ uno sport popolare?

Sì, il calcio è molto popolare, comunque in Sud Africa vengono seguiti tantissimo anche altri sport come il rugby e il cricket.

Questo evento ha dato lavoro ai sudafricani? Sì, certamente, per la costruzione degli stadi, ma è stato un lavoro temporaneo, ora tutto volge al termine.

Il governo sudafricano è stato costretto a sforzi economici non prevedibili?

Direi di sì, lo stadio di Durban, la città dove vivo, doveva costare esattamente la metà di quello che poi in realtà è venuto a costare, comunque verrà utilizzato anche per il rugby e per il cricket.

Perlomeno il turismo porterà delle opportunità di guadagno alla gente del posto?

Non molto, erano previsti moltissimi turisti, ora la cifra più attendibile è 250.000 persone, che sosteranno soprattutto a Johannesburg o nelle altre città dove si svolgeranno le partite. Le zone sudafricane che hanno più bisogno , non credo che vedranno alcun turista.

L’atmosfera com’è, lo spirito sportivo sopravvive?

Non molto, anche i sudafricani più ingenui hanno capito che il Campionato del mondo di calcio è soprattutto un grande affare. Questo è il male di tutti gli sport esageratamente professionistici.

Cosa pensano i sudafricani delle ’stelle’ del calcio pagate eccessivamente?

Chi ha dei principi sportivi cosa può pensare? Tutto ciò è scandaloso.

In Sud Africa si segue il calcio europeo?

Moltisimo.

E cosa pensa la gente di quelli che vengono definiti grandi allenatori …?

Chi è sportivamente e calcisticamente preparato vede nell’allenatore attuale un manager, la cui bravura deve sottostare alle esigenze dell’azienda per cui lavora.

La squadra sudafricana è ben preparata?

Sì, la squadra è stata portata in Sudamerica ad allenarsi,qualche giorno fa abbiamo battuto a sorpresa la Danimarca.. Staremo a vedere.

Credo che vi giungano le notizie relative alla violenza che purtroppo fa parte del calcio, come si è organizzato il Sudafrica per contenere questo grave problena?

I sudafricani saranno coadiuvati dalla Polizia internazionale, che ha già provveduto a vietare la partenza alle persone più pericolose. Gli inglesi hanno 40 poliziotti specializzati appartenenti all’ ‘Air Service’ che collaboreranno con altri poliziotti provenienti dall’Inghilterra.

Quando si svolge il vostro campionato di calcio avete problemi di violenza?

Per fortuna no, i sudafricani allo stadio non si comportano in modo aggressivo come può succedere in Europa.

In questa epoca di recessione per quasi tutti i Paesi non è controproducente che vengano organizzati eventi così faraonici? Si dà alla gente ‘panem et circernses’, ma … .

Sono perfettamente d’accordo con te, tutte le enormi quantità di denaro, spese per organizzare questi mondiali, avrebbero potuto aiutare moltissimo i sudafricani con la costruzione di case, scuole, ospedali, dando alla gente dei veri posti di lavoro.

Grazie, Beau, e auguri alla squadra di casa.

Grazie.

Daniela Asaro Romanoff

A Pinerolo, Messa prima degli esami

Posted by Patrizio On giugno - 9 - 2010 ADD COMMENTS

“Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza. Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto, stasera al solito posto, la luna sembra strana…”. Così Antonello Venditti cantava dieci anni fa la “notte prima degli esami”, diventata poi anche un film per la regia di Fausto Brizzi nel 2006. Al di là dei luoghi – e delle note – comuni e delle pellicole più o meno riuscite, gli esami di maturità si presentano ancora come un rito di passaggio carico di significati ed emozioni nella vita di ogni studente. È per questo motivo che gli Uffici di Pastorale Giovanile e Comunicazioni Sociali della diocesi di Pinerolo propongono una “Messa prima degli esami”, non un rito propiziatorio per migliorare il rendimento e alzare il voto finale, ma un’occasione per affidare a Dio un momento importante della propria vita.
La celebrazione avrà luogo venerdì 18 giugno, alle ore 20.45, presso la Basilica di San Maurizio (Pinerolo) e sarà presieduta dal direttore della Pastorale Giovanile, don Massimo Lovera. Seguirà un buffet e un momento di festa. Sono invitati in modo particolare tutti i maturandi e gli studenti universitari.

ASINI DALLE MATITE COLORATE

Posted by francesca On giugno - 9 - 2010 ADD COMMENTS

Questo testo è un viaggio: inizia nella carta e s’ingigan¬tisce nel web.
Ha un destinatario: per chi crede nella vita.
E una segnaletica stradale: indicare la Risurrezione.
Perché il desiderio suicida di un giovane è la fine di un sogno. Ma anche l’inizio di una rinascita: dipende dalle prospettive.
La Presentazione è di Alessandro Zanardi, ex pilota di Formula1. Nel libretto c’è pure l’invito ai giovani ad en¬trare nel sito , dialogando con l’Autore nella sezione
Il libretto è particolarissimamente indicato agli adole-scenti e ai giovani (14-20 anni).

Marco Pozza (Calvene – VI, 1979). Sacerdote e scrittore creativo. Appassionato del mondo giovanile, ha ideato e cura il sito <www.sullastradadiemmaus.it>, laboratorio di condivisione della fede giovane.

Questo suo primo lavoro nasce assieme a 300 ragazzi dell’Istituto Cavanis di Possagno (TV). Sta conseguendo il dottorato in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.

di Patrizio Righero (Avvenire 86\2010)

«Precarietà e incertezza». Con queste due parole Diego Sileo, delegato laico per la Pastorale giovanile della Basilicata, sintetizza la situazione lavorativa della sua regione. E il suo discorso si potrebbe estendere a tutto il sud Italia. «La Basilicata – spiega Sileo – produce ogni anno tremila laureati. Molti conseguono il titolo qui. Altri al nord. Quasi nessuno resta perché le prospettive lavorative sono pressoché nulle. I giovani sono innovativi e disposti a rischiare ma, nell’attuale contesto economico, nessuno è disposto a dar loro credito. Le aziende investono solo su percorsi già sperimentati. E in questo modo si mortificano i giovani. Dire la parola ’speranza’ oggi diventa difficile, anche a livello pastorale. Occorre cominciare a pensare e progettare a un’altra velocità». La questione della speranza è nodale anche per don Carlo Rampone, responsabile della Pastorale giovanile di Piemonte e Valle d’Aosta: «Le difficoltà oggettive relative all’occupazione giovanile sono sotto gli occhi di tutti. Questa precarietà economica sfocia spesso in una cronica difficoltà a essere stabili e nella tentazione di fughe consolatorie, tanto immediate quante vane. L’aumento dell’uso di sostanze stupefacenti ne è un sintomo». La situazione richiede pertanto una pastorale mirata, capace di illuminare il futuro dei giovani. «Nella mia diocesi di Asti – prosegue don Carlo – abbiamo sperimentato che i giovani sono molto sensibili alla questione della speranza e della fiducia. Su questi due punti di forza abbiamo impostato il cammino della pastorale giovanile e gli incontri di preghiera. E la risposta c’è stata. Servono, però, anche proposte concrete, dei segni tangibili. In tale direzione, come Pastorale del Piemonte, stiamo investendo sulle figure dei direttori di oratorio. Si tratta di dare la possibilità a giovani laici preparati e motivati, di fare della loro passione educativa una professionalità che garantisca anche un minimo di sicurezza economica». Don Francesco Pierpaoli oltre ad essere l’incaricato della pastorale giovanile della regione Marche è direttore del Centro Giovanni Paolo II di Loreto. Da questo osservatorio privilegiato gode di una panoramica a 360° sul mondo giovanile. «L’incertezza occupazionale e quella esistenziale si influenzano reciprocamente e dire ‘per sempre’ diventa davvero difficile. Si vive alla giornata per non pensare troppo al futuro, magari ci si accontenta, ci si adagia e si smette di sognare in grande. La crisi riguarda tutti, ma i giovani ne sono le prime vittime. D’altro canto non è vero che non sono propositivi. Quando si offrono loro spazi di reale protagonismo, si mostrano intraprendenti e ricchi di idee e competenze. L’ho constatato di persona negli incontri in preparazione alle Settimane sociali dei cattolici che si terranno a Reggio Calabria dal 14-17 ottobre. Occorre però dare delle risposte, creare degli spazi. Anche la Chiesa, provocata da questo momento storico, è chiamata oggi a una nuova creatività sociale che sappia rispondere concretamente alle attese dei giovani». Come dire che di «santi sociali», capaci come don Bosco e il Murialdo di dare pane e speranza, c’è oggi un estremo bisogno.

Patrizio Righero (Avvenire 86\2010)

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