Sunday, 5 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

Itinerari e viaggi

Posted by marilena marino On gennaio - 31 - 2010 ADD COMMENTS

EgittoFaraoni, sfingi e templi. Ecco i must d’Egitto, dalla Valle dei Re alla Necropoli di Tebe. Tra archeologia e misteri dell’aldilà

Arte Fiera: Bologna capitale dell’arte per un weekend

BolognaOltre 200 gallerie da tutto il mondo, con opere dal Futurismo alle nuove tendenze. E fuori dalla fiera, una città più viva che mai

New York, percorsi inediti: dal parco pensile sull’High Lane ad Harlem

New York CityLa vista della città dall’alto di un parco ricavato da una vecchia ferrovia. E poi la scoperta del quartiere nero, dove tira aria nuova e si mangia soul food

Dove andare nel 2010: 31 luoghi scelti dal New York Times

New York CityIl prestigioso quotidiano statunitense consiglia le destinazioni al top in giro per il mondo. Dalla street art ai pellegrinaggi yoga. E per l’Italia, il Gargano

Voli da prendere al volo con gli sconti invernali

Inghilterra Chi prenota entro metà febbraio risparmia. British Airways e Cathay Pacific iniziano la stagione dei saldi. Le mete? Da Hong Kong a New Yor

RADICI BIOLOGICHE – «Sono situazioni che si possono verificare», spiega Fumagalli, «in seguito a tumore, per esempio, o a ictus e interessare specificamente l’area prefrontale, deputata, appunto, al giudizio morale». La nuova ricerca dimostra come la manipolazione mentale può avvenire non soltanto attraverso un condizionamento psicologico, tipo suggestione o ipnosi, ma anche attraverso tecniche che agiscono su basi biologiche. «Questo studio», conclude Priori, «conferma la differenza di comportamento morale tra uomini e donne, una diversità che affonda le sue radici nella biologia e nella neuro-anatomia, e che è indipendente da fattori culturali quali la religione e l’educazione».

Suor Emmanuelle: la mia Chiesa bella

Posted by marilena marino On gennaio - 29 - 2010 ADD COMMENTS

Oggi, dopo essere stata ricevuta da numerosi sacerdoti e vescovi, ho fiducia nel dinamismo della Chiesa. Confesso che non mi aspettavo di trovare nella maggior parte di loro una eco così diretta alle invocazioni del mondo – un solo vescovo, ritenendomi troppo rivoluzionaria, mi ha proibito l’accesso nella sua diocesi! In Francia, ho incontrato preti con uno stile di vita più che modesto, il cui portafoglio si vuotava regolarmente a ogni grido di aiuto: «Da me, la porta è sempre aperta. Chi passa, si siede, e condividiamo la minestra».

Nel corso delle serate trascorse nei presbiteri di diversi Paesi, la conversazione si soffermava in genere su una medesima ossessione: «Come rispondere alle richieste degli uomini di oggi?». Spesso in uno sguardo angosciato si leggeva la preoccupazione di non riuscire a corrispondere alle attese. Eppure, li vedevo quei preti, aiutati da volontari, sfinirsi in riunioni, campi, attività sociali di ogni genere e penetrare negli ambienti più colpiti dalle avversità: droga, Aids, carcere. Loro scopo non era sollevare una massa che si dirige altrove, ma risvegliare alla condivisione di un’effettiva solidarietà piccoli gruppi di volenterosi. Quante volte ho condiviso una scodella di riso al prezzo di un pasto completo in una sala parrocchiale! Quanti salvadanai di classe o familiari mi sono stati offerti nel corso di cerimonie religiose!

Quante stupende lettere di bambini nel tempo di Quaresima: «Sorella, ho trasportato delle carriole di sassi per guadagnare il denaro che le invio; ero stanca, ma Gesù lo è di più!». O ancora: «Non ho mangiato tramezzini al prosciutto a scuola per conservare i soldi per i miei fratellini che hanno fame; io, comunque, dopo mangiavo bene a casa». Questa educazione alla condivisione mi ha fatto conoscere una Chiesa più assetata di giustizia di quanto non lo fosse all’epoca della mia infanzia. Il cardinale Decourtray mi ha invitata un giorno alla sua mensa. Con impudenza, mi permisi di chiedergli: «Padre vescovo, la Chiesa è veramente serva e povera?».

Ci fu un silenzio… «Abito questo palazzo episcopale che è proprietà dello Stato e rappresenta la residenza del vescovo di Lione. Quando ero giovane prete, avevo preso la decisione di abitare in una stanzetta e di non viaggiare che in bicicletta. Oggi potrei confinarmi in una stanzetta e utilizzare solo una bicicletta? Lei rigira il coltello nella piaga, suor Emmanuelle. Preghi affinché io viva il più poveramente possibile là dove devo attualmente risiedere e affinché io sia veramente il servo di tutti!». Sono le sue testuali parole. Lo guardai. Il suo volto aveva la tristezza dell’uomo obbligato a vivere lontano dal suo ideale.

E tuttavia, lui che aveva risposto alla mia aggressività con la dolcezza e una richiesta di preghiere, non praticava forse quella povertà di spirito che Gesù ha stabilito come prima beatitudine? E, tutti lo sanno, il cardinale Decourtray non faceva spese inutili e d’ostentazione. Se san Paolo fosse oggi arcivescovo di Lione, potrebbe, come ai suoi tempi, fabbricare tende per guadagnarsi da vivere? Potrebbe fare i suoi viaggi da città a città a piedi? In più occasioni ho ritrovato questa nostalgia della povertà primitiva.

Con il cardinale Lustiger, invece, ho parlato della formazione dei seminaristi: «Dovrebbero condividere la vita del terzo o del quarto mondo, andare a vivere per un periodo in una bidonville e dormire sotto i ponti con i senza fissa dimora». Senza cedere allo sconcerto davanti al mio tono aggressivo, il cardinale mi ascolta con attenzione: «La loro formazione include, in effetti, un contatto con gli ambienti svantaggiati di Parigi. Ogni settimana trascorrono varie ore al servizio dei più poveri, dei malati, degli anziani, handicappati e senza fissa dimora. Bisognerebbe prendere in considerazione di mandarli in una bidonville, me la può descrivere?».

Lo sentivo pronto ad accettare nuovi suggerimenti. Un amico mi aveva chiesto di porgli questa domanda: «Lei darebbe un posto di lavoro a un omosessuale?». «Sì. L’ho già fatto, perché era un uomo di valore». Mi invitò a parlare a Notre-Dame di Parigi alla fine della messa solenne della domenica sera. Mi abbracciò poi fraternamente, ringraziandomi mentre tornavamo in sacrestia. Non vi vidi vecchi orpelli, ma un uomo dallo spirito giovane, aperto ai problemi del nostro tempo. A Roma ho avuto un terribile fremito di ribellione. Avrei fatto meglio a non lasciarmi trascinare ai Musei Vaticani: oro, argento, pietre preziose, doni di incredibile valore accumulati nei secoli… Mi trovavo davanti a ricordi di arte sacra o in una grotta di Alì Babà? Ne parlo con un venerabile ecclesiastico: «Vendendo questa inutile miniera d’oro, il Papa potrebbe aiutare tante nazioni povere!». «Il Papa non ha il diritto di farlo, sorella. Mitterrand è forse il proprietario dei tesori del Louvre?».

Non so veramente che cosa rispondere! La critica è facile, ma l’arte è difficile. Se fossi «papessa», con il rollio e il beccheggio che provocherei è sicuro che la Chiesa navigherebbe in pace verso il porto?

Suor Emmanuelle

Festival Hindu in Malaysia

Posted by marilena marino On gennaio - 29 - 2010 2 COMMENTS

l Thaipusam e’ uno dei maggiori riti hindu durante il quale migliaia di fedeli rendono omaggio a Muruga, figlio minore di Shiva, e compiono riti propiziatori

IL MONASTERO IPATIEV

di Daniela Asaro Romanoff “All’interno la Cattedrale è un gioiello della pittura. Ogni colonna, ogni muro, i soffitti, tutto è coperto di bellissimi affreschi, opera di Guri Nikita e Sila Sarin”

Festa della Luce

Festa della Luce, Candelora e della Purificazione di Maria:”Gerusalemme,rivestiti di luce, perché viene la tua luce del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1).

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Di Giovanni Chifani ” Diaconia cristiana: dimensione kerigmatica, profetica e didascalica”

“Gesù nostro contemporaneo”

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